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"In vetta al mondo"

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Daniele Nardi“Ma perché io devo star qua a camminare, mentre quelli là si divertono ad arrampicarsi?”. Nasce da bambino, osservando dal sentiero quei “puntini colorati” sulle pareti delle montagne dove i genitori lo portavano in escursione, la passione per la montagna di Daniele Nardi. Dopo la formazione fra le cime di casa – i Monti Lepini con il loro “Everest”, il Sempervisa – “il ragazzo di pianura” ha iniziato a “sfidare i ghiacci eterni” e finito per conquistare quattro Ottomila, scrivendo pagine memorabili di questo incredibile sport estremo. Eppure “In vetta al mondo”, edito da Infinito Edizioni (204 pagine, 13 euro) non racconta soltanto Daniele.

Il volume è anche un dialogo fra due amici: lo scalatore laziale e il suo conterraneo giornalista Dario Ricci, una delle voci dello sport più note di Radio24, conduttore del programma “A Bordocampo”. La narrazione dell’ultima spedizione di Daniele Nardi sul Nanga Parbat, che lo ha portato a conquistare per la prima volta in invernale, il famigerato sperone Mummery (6.450 metri), si svolge così sull’aspra cresta che separa la precisa descrizione propria dell’addetto ai lavori dallo sguardo affettuoso del compagno di avventura, seppure a distanza. A un altro “insider”, vale a dire il giornalista e fotografo specializzato in alpinismo Stefano Ardito, è riservata la postfazione, che ci rivela: “L’alpinismo è impegno, sudore, divertimento, fantasia nell’individuare nuove sfide, un campo nel quale il nostro amico Daniele Nardi eccelle. In questo libro, che si legge d’un fiato, roccia e neve, gioco e paura, contemplazione e bufere si danno il cambio ogni poche righe”.

La prefazione di Ilaria Molinari, tre volte campionessa italiana e ex nazionale di apnea, definisce invece l’imprevista similitudine fra apnea e scalata estrema, raccontando al lettore uno dei “segreti” che questo libro ci svela su Daniele Nardi: “La sua autoironia e l’enorme passione per quello che fa sono caratteristiche che gli hanno permesso di raggiungere importanti obiettivi sportivi e professionali. Grazie al suo modo allegro ed energico di diffondere le sue conoscenze e la gioia della montagna, ha intrapreso diverse attività parallele (fra cui proprio quella delle immersioni, n.d.r.) che gli permettono di portare avanti la sua ragione di vita, senza mai perdere la purezza che lo unisce al suo “mare di ghiaccio”. Il libro è edito con il patrocinio di Ober-Alp Salewa, Associazione Arte e Cultura per i diritti umani Onlus, Associazione Mountain & Freedom onlus e Gioventù internazionale per i Diritti umani.

La prima presentazione si tiene  mercoledì 29 maggio alle 17,30 al Punto Touring – sala del Consiglio, Corso Italia 10, Milano. Partecipa Massimo Discenza, giornalista. La presentazione di giovedì 30 maggio alle 18, in programma al Salewa store di corso Garibaldi, Milano, sarà seguita da un aperitivo con gli autori offerto dal Salewa store.

Silvia Fabbi

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