Il biglietto comprato sul web? Va stampato. Trenitalia, benvenuta nel Duemila

Redazione - 31 agosto 2013

Il mio addio alla polvere di Herat

Redazione - 31 agosto 2013

India, i colori del Rajastan

Redazione - 31 agosto 2013
empty image
empty image

India, donna setaccia il granoDue giorni di viaggio e già sono molte le emozioni, i sorrisi incontrati e gli sguardi ricevuti…perché un occidentale genera sempre molta curiosità negli indiani, siano essi uomini, donne o bambini. Non hanno pudore nel guardarti incantati in cerca di un saluto, né di chiederti foto e spesso ci si sente come una celebrità sul “red carpet”! Sono in viaggio con Lucilla, Luciano, Marisa, Mariangela ed Elena, le cui vite un giorno incontrarono il SAMPARC e decisero di farne parte impegnandosi per il suo finanziamento. La storia di questa associazione indiana è una storia bellissima, piena di incontri fortuiti e fortunati che vale la pena raccontare. Ma lo farò con i prossimi racconti, ora vorrei dare spazio alle prime osservazioni sul campo.

India, donne in campagnaPrimo giorno a Delhi. Arrivati, ci accoglie un caldo torrido che unito all’inquinamento risulta in un clima ai limiti della sopportazione, da far impallidire l’afa della pianura padana! Delhi è la capitale dell’India e lo si nota dalla quantità di uffici governativi ed ambasciate disseminati per la città. Dopo solo due anni, ritrovo una città in forte espansione: cantieri aperti in ogni angolo, nuovi edifici, nuovi rami della metropolitana. Quasi tutti i motociclisti indossano il casco e la cintura di sicurezza è diventata obbligatoria. Inoltre ci sono varie campagne governative di sensibilizzazione alla sicurezza stradale, prevenzione di malattie e riduzione dell’impatto ambientale. Ma è pur sempre una città dove ci sono contraddizioni fortissime: cumuli di spazzatura e parchi verdissimi, mendicanti e hotel di lusso, ragazzi vestiti all’occidentale con l’ultimo modello di cellulare seduti agli internet-caffè mentre fuori mendicanti dormono nella spazzatura. Incredibile India!

India, donna al amercatoLasciata Delhi, arriviamo nel Rajasthan, regione desertica dell’India al confine con il Pakistan, ora verdissima dopo l’abbondante monsone dei mesi scorsi. Tra il verde delle campagne si scorgono dei puntini dai colori sgargianti: sono le donne che avvolte nei loro sari lavorano la terra. Colori che gli uomini sfoggiano sul loro capo: metri di stoffa avvolti con una maestria antica per formare il loro turbante. Qui c’è un piccolo villaggio nella profonda campagna, dove sembra non esserci che un pugno di case, resti di un antica tomba sulle rive di un laghetto e vacche magre, dolcemente adagiate sulla strada. Invece, nascosta in una stradina dietro ad un cancello nero, c’è un’oasi felice. È il centro SAMPARC Bal Sadan Gangani a 45km chilometri da Jodhpur. E’ una casa-famiglia dove vivono 40 bambini, orfani di uno o di entrambi i genitori, provenienti dalle zone delle cave di marmo. Destino di questi bambini sarebbe il lavoro nelle cave senza nessuna possibilità di frequentare la scuola.

India, uomo turbanteGrazie al SAMPARC, hanno invece accesso alla scuola locale e oltre a vitto e alloggio, vengono seguiti nei compiti, fanno sport, giocano e ricevono tutte le cure e le attenzioni di cui hanno bisogno. Questo progetto, è nato 4 anni fa grazie alla donazione del terreno da parte di un signore del villaggio in seguito alla perdita della moglie. In poco tempo, dove prima c’era solo un campo ora c’è una splendida struttura con spazi per giocare, una sala pranzo, stanze e bagni, il tutto circondato da giovani alberi e fiori. La cura dei bambini è affidata ad un educatore sempre presente e a tre “mamme” dai modi gentili e garbati. Come altri progetti SAMPARC anche questo viene sostenuto attraverso donazioni di privati ed in particolare si cercano ora nuovi finanziamenti per poter ampliare la capacità ricettiva fino a 50 bambini ed estendere le attività nell’ambito di una scuola professionale. La giornata passata con questi bambini è stata bellissima, abbiamo riso e giocato con loro, portato dolci e matite, raccolto disegni e foto da portare in Italia con la speranza di trovare qualche sostenitore a distanza. Loro ci hanno ripagato con i loro splendidi sorrisi e con i loro occhi curiosi e pieni di vita.

India, centro Bal Sadan Gangani

Sara Cogliati

Leggi le puntate precedenti: Preparativi per l’IndiaViaggio in India, alla ricerca di una serena inquietudine

Sull’India: Le magie dell’India a Casa dei Carraresi

Leave a comment

*