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Tornando nel centro di Barcellona, in piazza Catalunya per l’esattezza, sabato 17 settembre si tiene l’appuntamento settembrino dei cosiddetti Indignados: due grandi manifestazioni una a Barcellona ed una a Madrid 프린세스메이커2 다운로드.

Questa primavera più volte abbiamo ricevuto notizia delle iniziative e delle rivendicazioni di questa esperienza movimentista, di cui si è detto tutto e il contrario di tutto 삼국지11pk 다운로드. Si andava dai commenti favorevoli che interpretavano lo sviluppo degli eventi come una salutare e necessaria espressione di un malessere diffuso e radicato, fino agli editorialisti del Corriere della Sera che individuavano nel Partito dei Verdi un attore che veicolava il dissenso contro il PSOE e il PP nella speranza di risollevarsi alla tornata elettorale del 2012 Download the beauty. Due tesi opposte che in realtà potrebbero convivere agevolmente. Comunque sia, anche lì, chiedendo un po’ in giro, i pareri sono piuttosto discordanti Windows 7 Korean Language Pack. Si dice che è un movimento spontaneo. Si dice che è partecipato da persone di ogni età. Si dice che in piazza Catalunya, ai tempi del presidio permanente, era pieno di italiani 제국의 눈물 다운로드. Si dice che almeno la metà dei manifestanti sono anarchici. Si dice che sono tanti giovani con tante buone idee, ma un po’ disorganizzati.

Si dicono tante cose, ma la presenza e la partecipazione sono ancora vive 아프리카 티비 다운로드. Da Placa Catalunya che per più di un mese è stato il centro di discussione del “movimento”, una volta sgomberata, il presidio si è sciolto e ricomposto in assemblee di quartiere che si tengono con cadenza settimanale 얄개들 다운로드. I giorni precedenti alla manifestazione oltre alle riunioni sono stati organizzati una serie di eventi aggregativi: Paellada Indignada, assemblee di Barrio, dibattiti, etc 윈도우 미디어플레이어 11 다운로드.

Al corteo di sabato, effettivamente c’era molta ma molta gente; il corteo era lungo quasi come tutta la via Laietana (circa 1 km): 25.000 partecipanti secondo gli organizzatori e 5.000 secondo le forze dell’ordine ytn 영상 다운로드. Mah? Numeri a parte, qualche bandiera e qualche simbolo levitavano sopra le teste dei manifestanti.

La protesta in questo momento è orientata a contrastare le riduzioni di finanziamento ai servizi sociali operata dal governo Zapatero e si articola in un discorso che contrappone il carattere pubblico di scuola e sanità al ripianamento dei debiti degli istituti di credito spagnoli 아웃룩 첨부파일 다운로드.

Non saprei. Francamente non credo di essere sufficientemente informato su quanto successo in Spagna negli ultimi mesi per azzardare giudizi. Ma leggendo il numero di settembre de “El Poblenou”, pubblicazione mensile di un quartiere operaio, qualche considerazione la si può anche fare.

La copertina e l’editoriale, che contiene una sorta di manifesto programmatico, sono dedicati al movimento degli Indignados. Qui si propone di far vivere il movimento nei prossimi anni per poter cambiare il “sistema”; di mantenere l’autonomia ideologica del movimento; e fin qui più o meno nessun problema. Poi si propone di dare un’organizzazione al movimento a livello statale, regionale e locale mantenendo comunque l’attuale “orizzontalità”: un insolubile problema di geometria; di risolvere il dilemma di conservarsi come movimento e allo stesso tempo fare proposte politiche incisive scavalcando i partiti e i sindacati: una nuova autoreferenziale oasi di democrazia; e per l’esterno, di definire meglio i poteri delle amministrazioni e dei poteri economici: entrambi sono normati da leggi ben precise, forse il campo su cui sarebbe il caso di ricalibrare le proposte; e infine di armonizzare il sentimento, la protesta e la passione con proposte politiche ed economiche.

In fondo in fondo di proposte precise questo movimento non ne ha e per ora si è limitato a convogliare la partecipazione in un’espressione di dissenso; non potendo dire di conoscerlo a fondo e visto anche il manifesto programmatico, potrebbe essere questo il momento in cui si comincia ad elaborare qualcosa di concreto, aprendo la strada ad una nuova fase.

Non resta che attendere una potenziale maturazione, nell’incertezza che Thiago Motta vada in goal al ’92. Intanto un solo tamburo suona al centro della curva sud, proprio dietro alla porta. Si perchè al Nou Camp di tamburo ce n’è uno solo. E il battito di mani di tutto lo stadio lo accompagna a tempo, David Villa prende la rincorsa e trova il sette.

Mattia Gusella