Rubriche Varie 29 maggio 2012

Dieci corsi di formazione, 111 bibliotecari coinvolti, 4 workshop internazionali (tra Iraq, Giordania e Italia), oltre 405,323 pagine digitalizzate, 11,519 lettori e 1,985 visitatori per un totale di 13,504 utenti.

Sono questi i numeri con cui si conclude la terza fase del progetto La Casa dei Libri di Baghdad , che dal 2004 vede Un ponte per.. e la Biblioteca Centrale Nazionale di Firenze al fianco della gemella irachena per recuperare e mettere in salvo il patrimonio librario e archivistico iracheno dalle barbarie del conflitto.

Il 30 aprile, alla presenza dell’ambasciatore dell’Unione Europa, Jana Hybášková, che ha cofinanziato il progetto insieme all’UNESCO e agli enti locali toscani, del vice-ministro della Cultura iracheno, Taher Al Humoud e del direttore della Biblioteca, Saad Eskander, si è tenuta a Baghdad la cerimonia conclusiva del progetto europeo che ha coinvolto negli ultimi due anni importanti istituzioni internazionali.

Tra queste, la Library of Congress di Washington, la British Library, la London University, l’American University of Beirut, la Biblioteca Marciana di Venezia, la World Digital Library e la National Library of Jordan.

Durante la cerimonia, i partecipanti hanno visitato tutti i nuovi servizi offerti dalla Biblioteca Nazionale e Archivio di Baghdad, così come gli antichi manoscritti salvati e le strumentazioni utilizzate per la digitalizzazione e la messa in rete dei documenti con le altre biblioteche irachene.

Forti di una partnership avviata nel 2004, oggi Un ponte per… e la Biblioteca di Baghdad guardano al futuro con due nuovi progetti per la salvaguardia del millenario mosaico di civiltà che è l’Iraq e un nuovo sito dedicato.

Nasce così Il sapere che resiste (www.unponteper.it/ilsaperecheresiste), un sito interamente dedicato al programma pluriennale per la cultura irachena, che muove dai risultati raggiunti in nove anni di lavoro con la Biblioteca di Baghdad,  e che informerà costantemente sugli sviluppi di tutti i progetti.

Suoni dall’Iraq” è un intervento, promosso da musicisti ed intellettuali iracheni, tra cui il maestro di oud Khyam Allami, per il recupero, la digitalizzazione e la creazione di un archivio sonoro online della musica irachena, tra le più ricche del mondo e importante caposaldo della memoria collettiva del paese.

La varietà di lingue, dialetti e religioni hanno dato vita nei secoli ad un’ampia pluralità di generi tradizionali tramandati oralmente, e tra questi il più noto è il maqam, eletto dall’UNESCO nel 2003 patrimonio culturale immateriale dell’umanità.
Turcomanni, assiri e caldei, sabei-mandei, yazidi, shabak, armeni, baha’i, rom e kurdi sono invece i protagonisti di “Libri della riconciliazione”, un progetto dedicato alle tante minoranze irachene che da 2000 anni compongono il mosaico di civiltà iracheno e che resistono nonostante le persecuzioni.

Contro i conflitti interni che stanno seriamente mettendo a rischio la co-esistenza pacifica e la sopravvivenza di molti di questi gruppi, Un ponte per… e la Biblioteca di Baghdad hanno messo a punto un nuovo intervento per preservare la loro cultura.





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