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Luca Barbieri - 4 settembre 2017

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Luca Barbieri - 4 settembre 2017

Islanda itinerario tra ghiaccio e vulcani: viaggio nell’isola che ora tutti amano

Luca Barbieri - 4 settembre 2017
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Islanda, un itinerario tra ghiaccio e vulcani. Se avete tra i 10 e i 14 giorni di tempo e l’Islanda come meta dei sogni, prendete coraggio e programmate il vostro itinerario: il Paese dei ghiacci  e dei vulcani è una meta sorprendente, con alcune criticità sul fronte dell’ospitalità (facilmente superabili se siete abbastanza «sportivi»), che nel complesso vi lascerà a bocca aperta. Con una decina di giorni a disposizione e noleggiando un’auto potete programmare un giro (quasi) completo dell’isola intrecciando il Circolo d’Oro, vicino a Reykjavìk, e il giro dell’isola lungo la statale 1, la Hringvegur. Il percorso che segue è stato fatto dal 15 al 27 agosto 2017 con una monovolume di piccolissima cilindrata (quindi non adatta a guadare i torrenti dell’interno) e passando notti equamente divise tra hotel/ostelli e tenda in campeggio. Nessuna prenotazione, quindi le notti sono state decise a seconda dell’interesse. Piccola annotazione: i voli per l’Islanda arrivano a tarda notte e in piena notte ripartono, un dettaglio che permette di sfruttare al meglio le giornate di arrivo e ripartenza. Allo stesso modo le ore di luce serali possono essere sfruttate per gli spostamenti e raggiungere le mete successive.

Islanda, una piccola premessa su un ecosistema naturale ed economico fragile

IMG_7872Prima annotazione: viaggiare in Islanda è caro. Costa il volo, costano i trasporti, costa molto l’ospitalità. E la qualità, va premesso, non è delle migliori. Negli ultimi due anni l’isola ha avuto una crescita esponenziale del turismo con il decuplicare degli arrivi (arrivati quasi a 2 milioni). Tenendo conto che si concentrano nei mesi tra giugno e agosto, l’impatto su una popolazione di appena 300mila abitanti è notevole. Ve ne accorgerete non tanto sulle strade quando sulla massima di comitive in alcune località di punta – Geysir e Thingvellir su tutte – ma soprattutto sulle prenotazioni dei pochi hotel disponibili. Per tre mesi all’anno l’economia dell’isola viene stravolta, le case trasformate in guest-house, spuntano gli ostelli e i campeggi più improvvisati. Alcune strutture si stanno costruendo ma non è detto che, per un Paese già fallito in passato, questa sia una buona notizia. L’Islanda è fantastica proprio perché selvaggia. Comunque, venendo ai prezzi, per una doppia con bagno in comune potete spendere tra i 100 e i 300 euro. Spenderete meno in tenda (all’incirca 30 euro in due persone) ma dovete sperare che il clima non sia troppo ventoso o rigido. In più le strutture sono dotate di pochi servizi rispetto alla massa di visitatori. Insomma, giusto per mettervi in guardia: non è una vacanza riposante, vi dovrete adattare, ma è un viaggio fantastico.

Islanda itinerario, giorno 1: il Circolo d’oro, Geysir, Gullfoss e Thingvellir

Atterrati a Keflavik (porta di entrata per i voli internazionali), dopo una notte vicina all’aeroporto e un rapido passaggio a Reykjavìk (basta e avanza, ma se volete tornarci usate il giorno della partenza) potreste avvicinarvi al Circolo d’Oro, cuore storico dell’Islanda: a Thingvellir si riuniva l’Althingi, l’assemblea che governava un Paese popolato solo a partire dal 900 dopo cristo. Dormendo a Laugarvatn (fonti di acqua calda sul lago) potrete il giorno dopo vedere in sequenza la bellissima cascata di Gullfoss, i geyser di Geysir e Thingvellir, suggestiva piana squarciata dalla faglia che separa la placca nord americana da quella europea. Si tratta di tre tappe altamente affollate che sono tranquillamente aggregabili in una giornata. Imperdibili – da Gullfoss la vista sul Langjokull e la passeggiata a Thingvellir – ma senza troppi romanticismi. Vi venissero ci penseranno le carovane di pullmann crocieristiche a farveli passare.

Islanda itinerario, giorno 2: da Thingvellir a Husafell e alla Snaefellnes Peninsula

Attraverso la strada secondaria numero 550 potrete attraversare il Kalidadur, con splendida vista sul ghiacciaio del LangJokulll, e giungere a Husafell. La strada è sterrata e abbastanza irta: guidando con attenzione non dovreste avere comunque problemi. Personalmente sconsiglio (pur non avendola fatta) la costosa escursione al Langjokull mentre vale il biglietto l’ingresso alla Cave di Víðgelmir vicina a Husafell: potrete percorrere 600 metri del tunnel lavico più grande d’Islanda. La visita, della durata di all’incirca un’ora, è un’ottima introduzione alla geologia islandese. Da Husafell procedete alla Snaefellnes Peninsula attraverso Borganes. La parte migliore della penisola è la zona sud, imperdibile. Per il paesaggio e la natura che potrete osservare alle pendici dello Snaefellsjokull, ghiacciaio, visibile a occhio nudo da Reykjavìk, citato da Jules Verne in Viaggio al Centro della Terra. Sulla punta bella la passeggiata tra Hellnar e Arnastapi e i faraglioni di lava a Djunpalonsadur.

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Islanda itinerario, giorno 3: scalando il Kirkjufellen si va al Nord

Nella parte settentrionale della Snaefellnes Peninsula potete, se c’è il bel tempo scalare il Kirkjufellen (cima di 500 metri a picco sul mare, con passaggi di secondo grado e tre tratti aiutati da corde – all’incirca due ore) e poi fare un passaggio sul monte sacro dell’Helgafell all’entrata di Stykkishólmur. Poche decine di metri di dislivello per esprimere tre desideri da vedere esaurito. Poi, nel pomeriggio, abbiamo proseguito verso Nord tagliando di netto i Westfjord, grande vittima sacrificale di questo viaggio. Meta, dopo una sosta in campeggio a Skagastrond, e la visita della cascata Godafoss (dove si dice siano stati gettati le effigie degli dei pagani dopo l’adozione del cristianesimo) il lago di Mivatn.

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Islanda itinerario, giorno 4-5: imperdibile Myvatn

A prescindere dall’orario di arrivo prevedete almeno 24-48 ore piene per esplorare il lago Myvatn. Decine di micro-vulcani, alti poco più di un uomo, sparsi ai lati e all’interno di un lago attorniato da fonti calde, fumarole. Nel lato sud-orientale passeggiate nel campo di lava del Dimmuborgir e salite sul vulcano dell’Hverfell: in cima potrete circumnavigare il vulcano ( diametro di 1 km) con un bellissimo panorama.  Dormendo in zona dopo aver fatto un bagno nelle acque calde di origine geotermale dei bagni termali, nella giornata successiva si può visitare la zona geotermica del Krafla visitando la centrale geotermica, il cratere di Viti con le sue acque cristalline a riflettere l’azzurro del cielo e i campi di lava di Leirhnjùkur: questa incredibile zona, ancora attiva con diverse zolfatare, vide l’ultima eruzione appena 30 anni fa. Poco lontano da visitare anche Hverir (fanghi bollenti e fumarole).

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Islanda itinerario, giorno 6: il canyon di Asbyrgi

Percorrendo la strada 87 potrete spostarvi dalla zona del Myvatn al parco nazionale che riunisce da Asbyrgi a Dettifoss la valle del Jokulsa a Fjollum che scende dal Vatnajokull. Una zona geologicamente interessante perché fatta di pareti di basalto, vulcani di argilla rossa, caverne di lava, canyon e cascate incredibili. Si può organizzare un trekking lungo due giorni tra le due località ma anche utilizzare l’auto abbinata a escursioni di un’ora. Partendo da Nord si può visitare prima il canyon di Asbyrgi, vicino al centro visitatori, proseguire sulla strada sterrata per Vesturdalur e poi, dopo aver visitato l’area, tornare indietro e proseguire verso la cascata di Dettifoss (la cascata più imponente dell’Islanda) attraverso la strada 864. La strada è sterrata, ma con un po’ di attenzione si percorre anche con una normale berlina.

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Islanda itinerario, giorno 7: da Seydisfjordur agli Iceberg

Ripartendo la zona orientale dell’Islanda non offre particolari attrazioni. Il paesaggio è lunare, le abitazioni rare. Vicino a Egilstadir, dopo un passo, potete fare tappa a Seydisfjordur, cittadina bohemien con gallerie d’arte adagiata su un fiordo. Utile per fare tappa provenendo da Dettifoss e ripartire per il sud dove esploreremo la zona del Vatnajokull, il ghiacciaio più vasto d’Europa. Quando vedrete lingue del ghiacciaio avvicinarsi alla pianura sarete in prossimità dell’incredibile Jokulsarlon, la laguna di ghiaccio che collega il ghiacciaio al mare di fronte attraverso un beve fiume. Dal ghiacciaio in scioglimento si staccano iceberg che poi lentamente arrivano in mare tra foche e turisti. A seguire. dopo aver visitato, altre lagune di ghiaccio puntellano la costa ci fermiamo per la notte nel campeggio del parco nazionale alle pendici dello Skaftafell nel Vatnajokull National Park.

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Islanda itinerario, giorno 8: esplorando il Vatnajokull

Dal centro visitatori del parco nazionale si possono fare diverse escursioni in autonomia oppure accompagnate da guide. Una delle più lunghe, di 20 km circa con mille metri di dislivello porta alla cima del Kristinartindar (per escursionisti esperti, nessuna difficoltà particolare, ma assenza di vertigini). Dalla cima si ha una vista splendida su due ghiacciai, sul monte più alto dell’Islanda, su lagune glaciali e pianure alluvionali e fino al mare. L’esperienza più elettrizzante consiste nel «sentire» i tonfi dei seracchi che si staccano dai ghiacciai. Un’esperienza straniante.

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Islanda itinerario, giorno 9: i pulcinella di mare a Vik e le cascate di Seljalandsfoss

Proseguendo lungo la costa sud se passate entro la fine di agosto fermatevi nella spiaggia di Dyrholaey, vicino a Vik. In questa area protetta vengono a riprodursi migliaia di Pulcinella di mare. I puffins, che poi sverneranno nel Mediterraneo Occidentale, sono volatili buffi e simili ai pinguini che potrete osservare da vicino mentre stanno appollaiati sulla scogliera. Proseguendo lungo la costa sono da vedere in sequenza le cascate di Skògafoss (da qui parte il bell’itinerario di più giorni verso Landmannlaugar), di Seljalandsfoss (si passa dietro alla cascata con un effetto incredibile) e alla vicinissima (300 metri)
Gljúfurárfoss cascata di che si nasconde in un canyon.

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Islanda itinerario, giorno 10: Reykyavik

Ed eccoci tornare alla capitale. Che fare in un giorno di pioggia avendo l’aereo di ritorno che parte alla mezzanotte. Reykyavik offre una buona scelta di negozi con maglioni di lana e artigianato locale e due musei non disprezzabili: la galleria d’arte e il museo costruito attorno ai primi insediamenti (dell’800 dopo cristo) dei primi coloni provenienti dalla Norvegia. Che un Paese di appena 300mila abitanti, così estremo, si preoccupi di promuovere artisti contemporanei locali e della sua giovane storia è tutt’altro che disprezzabile. Sperando che l’equilibrio tra questo nascente turismo di massa e la necessità di preservare ambiene e cultura non si spezzi mai.

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Luca Barbieri
Silvia Fabbi

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