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Una notizia, questa mattina, mi ha colpito. Il governo albanese di Sali Berisha ha deciso di abbattere la piramide che dal 1988 sorge al centro di Tirana. Il mausoleo in vetro e marmo bianco che originariamente doveva ospitare le spoglie di Enver Oxha, in realtà era stata trasformata in un centro culturale e discoteca. Recentemente aveva fatto da sfondo agli scontri con l’opposizione socialista che contestava il risultato delle elezioni. Un’operazione più simbolica che funzionale, con tutta evidenza. L’Albania è un paese che ci siamo dimenticati. Tra gli sbarchi di vent’anni fa, il crollo delle società piramidali, i vari mandati di Berisha e il 2011 nella nostra memoria pare esserci il vuoto.

Da lontano la piramide di Tirana ricorda un po’ il monumento di Plaza de la Revoluciòn a La Habana (foto sotto). Un richiamo non troppo velato a simboli massonici ed esoterici? Un obbrobrio? Eppure…

Ho una particolare perversione per l’architettura razionalista sovietica e di ispirazione comunista in generale, in tutte le sue declinazioni e sfumature regionali. Treptower Park a Berlino, ad esempio, un parco fenomenale. Ho il sospetto che abbattere i simboli del passato (brutti o belli che siano) non serva a nessuno.  Vent’anni dopo meno che meno. Voi che ne pensate?

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