Berlino calling, Arezzo e Padova rispondono

Redazione - 28 maggio 2012

Ferrara smarrita, una settimana dopo il terrremoto

Redazione - 28 maggio 2012

La battaglia di Santiago

Redazione - 28 maggio 2012
empty image
empty image

Doveva essere il mondiale delle stelle e dei talenti. La Russia schierava la saracinesca Lev Jascin, la Spagna i naturalizzati Puskas e Di Stefano e le stelle Suarez e Gento. L’Inghilterra presentava il “maestro” Bobby Charlton. Il Brasile sì, il Brasile, era ancora quello di Pelè. E l’Italia? “L’Italia di Macchiavelli”, come la definisce Beccantini, quella nazionalista, ma “oriunda” al bisogno (gli oriundi scesero in campo nelle precedenti edizioni del 1934, 1938 e 1958), proponeva Rivera, Sivori e Altafini.

Il Mondiale in Cile nel 1962 si rivelò in realtà per l’Italia un clamoroso e indimenticabile fallimento, che si sviluppò secondo linee della più recente eliminazione (o umiliazione) dell’Italia ad un mondiale. Quella ad opera della Korea del Sud durante il mondiale di Korea e Giappone del 2002. In entrambe le occasioni il protagonista fu l’arbitro. Nel 2002 Byron Moreno, nel 1962 l’inglese Ken Aston. Per capirci, quello a cui venne l’idea di introdurre i cartellini gialli e rossi da esibire ai calciatori in campo. God bless English people!

Nel 1962 il Cile era assorbito da tensioni sociali e politiche che contrapponevano il partito dei conservatori e filo-americani, all’ascesa del partito socialista capitanato da Salvador Allende, che nel 1970 sarebbe divenuto presidente della repubblica cilena da leader (o “lieder”, come volete) della coalizione Unidad Popular.

L’autore, il veneziano Alberto Facchinetti, ci racconta i protagonisti, i retroscena e gli inediti della partita del 2 giugno 1962 che si svolse tra i padroni di casa del Cile e l’Italia entrambe nello stesso girone di qualificazione. Come finì la partita? O meglio come fini la battaglia? Finì con due espulsioni ai danni dell’Italia, quella di Ferrini e David. Ferrini per fallo inesistente su Honorino Landa al 7° minuto di gioco. Gli altri protagonisti sono la serie di montanti e cazzotti esibiti da  Leonel Sànchez, attaccante, nonché figlio di un noto ex-pugile cileno dell’epoca, che prima stende l’oriundo Humberto Maschio, provocandogli la frattura del naso. L’arbitro non vede e il giocatore è costretto a continuare a giocare. Non esistevano ancora le sostituzioni. Poi si avventa su David durante uno scontro di gioco. David risponde e viene espulso. Solo lui. Ovviamente. Cornuti e mazziati. Sì, perché Aston vide solo la reazione dell’italiano. L’Italia, in nove contro undici, e con Maschio infortunato, difese lo 0-0 sino al 73° minuto, ma fu sconfitta. Cile-Italia finì 2-0 (74° Ramírez, 88° Toro). Aston, successivamente criticato dall’opinione pubblica internazionale si difese dichiarando: “Non stavo arbitrando una partita di calcio, stavo recitando come giudice in un conflitto militare”. L’Italia in virtù di questa sconfitta fu eliminata dal mondiale nonostante il pareggio con la Germania Ovest e la vittoria sulla Svizzera.

La Battaglia di Santiago. 2 Giugno 1962: Cile-Italia 2-0 riporta alla luce una vecchia ferita inflitta al calcio italiano. Ma il libro ha il merito di districarsi tra le diverse narrazioni dell’avvenimento. Non solo quelle di parte italiana. E come afferma l’autore, è difficile analizzare il fatto a cinquant’anni di distanza: “per esempio, come si fa a capire nel 2012 se ad Altafini gli avversari sputarono in faccia? Se Sànchez offese Maschio o se viceversa David provocò il cileno? Alcune cose poi sono entrate nella leggenda – afferma Facchinetti – e forse è giusto che là rimangano”.

In questo libro l’autore ha “cercato di raccontare le storie che hanno ruotato attorno alla partita”. Facchinetti sceglie il giusto “focus”, mettendosi dalla parte di nessuno, ovvero considerando le tesi di tutti, quella italiana, cilena o inglese che sia, senza farsi prendere da un “eccesso di nazionalismo”.

Facchinetti ha esordito con Doriani d’Argentina, che Beccantini ha definito “la saga dei campioni, quasi campioni e finti campioni”, e io aggiungo anche dei “bidoni” argentini che hanno attraversato la storia calcistica della Sampdoria. Ora lo aspettiamo al varco con la sua prossima avventura editoriale. (www.albertofacchinetti.it).

“La Battaglia di Santiago  2 giugno 1962: Cile – Italia  2 – 0” con prefazione di Roberto Beccantini, Urbone Publishing  maggio 2012. Prezzo libro: 12,00 (spese di spedizione comprese). Prezzo e-book: 6,00. www.albertofacchinetti.it

alberto.facchinetti1@virgilio.it

Marco Tiozzo

Leave a comment

*