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“La Frontiera” a Padova. Leogrande presenta il reportage sulle migrazioni

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Alessandro Leogrande, giornalista e scrittore, presenta a Padova il suo ultimo libro, “La Frontiera” (Feltrinelli 2015, 320 pagg.). L’occasione di dialogare con l’autore è offerta mercoledì 26 ottobre 2016, dalle ore 20.30 al Centro Universitario di via Zabarella (in via Zabarella 82) dall’associazione Lies – laboratorio dell’inchiesta economica e sociale, e dalla Fondazione Fontana onlus, che sta approfondendo il tema delle migrazioni nell’ambito del progetto World Social Agenda. Introduranno l’incontro con l’autore Francesca Benciolini di Fondazione Fontana e Gianni Belloni di Lies.

Nel pomeriggio Leogrande parteciperà al laboratorio di inchiesta che Lies sta conducendo nell’ambito del progetto “L’infinito viaggiare. Storie, letture e racconti della società del migrare”, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo nell’ambito del bando Culturalmente 2015, in cui anche la presentazione del libro si inserisce.

Alessandro LeograndeIl libro racconta, storie e dati alla mano, quella complessa e invisibile “frontiera” che circonda il mar Mediterraneo, dividendo il Nord ricco del mondo dal Sud povero e morso dalla guerra.

Ci porta a conoscere trafficanti e baby-scafisti, insieme alle storie dei sopravvissuti ai naufragi del Mediterraneo al largo di Lampedusa; ricostruisce la storia degli eritrei, popolo tra i popoli forzati alla migrazione da una feroce dittatura, causata anche dal colonialismo italiano; ci racconta l’altra frontiera, quella greca, quella di Alba Dorata e di Patrasso, e poi l’altra ancora, quella dei Balcani; ci introduce in una Libia esplosa e devastata, ci fa entrare dentro i Cie italiani e i loro soprusi, nella violenza della periferia romana e in quella nascosta nelle nostre anime: così si dà parola all’innominabile buco nero in cui ogni giorno sprofondano il diritto comunitario e le nostre coscienze.

«Una linea fatta di infiniti punti, infiniti nodi, infiniti attraversamenti. Ogni punto una storia, ogni nodo un pugno di esistenze. Ogni attraversamento una crepa che si apre. È la Frontiera. Non è un luogo preciso, piuttosto la moltiplicazione di una serie di luoghi in perenne mutamento, che coincidono con la possibilità di finire da una parte o rimanere nell’altra».

Alessandro Leogrande è nato a Taranto nel 1977 e vive a Roma. È vicedirettore del mensile “Lo straniero”. Collabora con il Corriere del Mezzogiorno, Radio Tre, Pagina99. Ha scritto: Un mare nascosto (L’ancora del Mediterraneo, 2000), Nel paese dei viceré. L’Italia tra pace e guerra (L’ancora del Mediterraneo, 2006), Uomini e caporali. Viaggio tra i nuovi schiavi nelle campagne del Sud (Mondadori, 2008), Le male vite. Storie di contrabbando e di multinazionali (Fandango, 2010), Il naufragio. Morte nel Mediterraneo (2011; premi Volponi e Kapuściński), Fumo sulla città (Fandango, 2013).

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