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La montagna volante e il tempio di Lingyin. Diario cinese / 4

Silvia La Mura - 24 agosto 2015
ivan6
Humans of Pianura Padana
Lingyin

Il diario dall’ex Celeste Impero di Silvia La Mura, ospitato da A Nordest Di che, giunge alla quarta puntata. La nostra viaggiatrice ha già raccontato le motivazioni da cui muove il viaggio nella prima pagina, la meraviglia di Hangzhou e del suo magico Lago dell’Ovest nella seconda, e la “capitale cinese del The” Longjing nella terza. Sempre all’interno della provincia di Hangzhou, 0ra il cammino ci porta ancora più ad occidente…

Sempre ad ovest del lago dell’Ovest, non troppo distante dalle piantagioni di the di Longjing, si trova uno dei luoghi più sacri di Hangzhou, ovvero il Tempio dell’Anima in Ritiro (灵隐寺). Ora, noi l’anima non siamo riusciti a riposarla data l’assurdo assembramento di turisti che sgomitavano per accendere bacchette di incenso, ma il tempio merita davvero una visita, possibilmente in un periodo meno turistico (se mai esistesse tale periodo).

Come tantissimi edifici storici e luoghi di culto, questo tempio non è altro che l’ennesima ristrutturazione di un complesso buddhista fondato intorno al IV secolo d.C. ma che, a differenza di molti altri, è scampato allo scempio delle rivoluzione culturale (grazie!? Zhou Enlai) solo per essere distrutto e ricostruito per altri motivi.

  • Lingyin

Il tempio di Lingyin è enorme e si trova all’interno del Parco del Picco Giunto in Volo (FeiLai Feng – 飞来峰), famoso per le sue sculture sacre scavate nella montagna. La leggenda sulla sua costruzione è favolosa (se non si fosse capito, adoro le storie che i cinesi riescono ad inventarsi persino sulle cose più banali, tipo i sassi!). Allora, c’era una volta un monaco buddhista indiano che decise di emigrare in Cina. Passando per quello che oggi è conosciuto come FeiLai Feng notò come le rocce della montagna assomigliassero a quelle di un luogo sacro indiano, e credendo impossibile l’idea che esistessero due posti simili al mondo, decise che quella montagna era per forza giunta in volo direttamente dall’India. Il bosco intorno invitava alla meditazione e quindi ecco che nasce un nuovo luogo sacro.

La leggenda che la gente ci ha poi ricamato sopra è ancora più interessante. Siccome la montagna era arrivata in volo, nella fase di atterraggio purtroppo erano andati distrutti diversi villaggi. Per evitare che si muovesse ancora, o che riprendesse il volo, la gente decise di “sigillare” il monte scolpendo nella roccia più di 500 rappresentazioni del Buddha! Non male la nostra vacanza a Hangzhou!

Silvia La Mura
At the end of the rainbow

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