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La Svezia, la politica e l'immigrazione

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Oggi ore 20,30 dibattito politico tra i vari partiti e le alleanze. Non sono mai stata una grande amante di politica, fino a quando ho vissuto in Italia. Già durante il periodo della mia permanenza in Germania ho iniziato ad interessarmi soprattutto di politica estera e in particolare della politica di integrazione.

Il tema dell’integrazione è abbastanza scottante in tutte le nazioni europee; gli stati europei si vedono invasi da cittadini che scappano dalle loro terre, per motivi economici, di sopravvivenza o anche politici, cioè per mancanza di libertà, di democrazia.

La Svezia è tra le nazioni che per prime hanno adottato una politica di integrazione nei confronti degli stranieri. Ma la domanda che ci si deve fare é se tale politica abbia avuto buoni risultati o meno. Non voglio darvi una risposta sin d’ora. La settimana scorsa é uscito sul giornale un articolo che diceva chiaramente che senza gli immigrati il sistema sanitario svedese andrebbe in pallone. Infatti la maggior parte di impiegati del comune di Stoccolma sono di origine straniera. Degli ultimi 700 assunti l’85% era di origine straniera. Il capo del personale, si vanta di tale fatto e dice che ció si rende necessario per favorire i malati, che in questo modo incontrano medici multilingue. A me sembra invece che gli svedesi non abbiano gran voglia di entrare in quei settori che sono mal pagati e che implicano un duro lavoro; le preferenze vanno per quegli ambiti in cui il salario é alto sin dall’inizio. E non a caso i settori che hanno maggior numero di stranieri sono anche i meno ben pagati. Questo non può certo essere un caso! Solo per citarne alcuni sono i taxisti, gli insegnati, gli impiegati ospedalieri, i settori degli addetti agli anziani. Gli immigrati sono anche molto attivi tra coloro che aprono delle attività in proprio, come ad esempio ditte di pulizie, di elettricisti, di muratori ecc. Oggi un elettricista si cerca some un ago in un pagliaio! E si fa pagare caro!

Insomma se il partito di destra i cosiddetti “Sverige demokraterna” vincesse, e ipoteticamente venissero espulsi tutti gli stranieri, gli ospedali chiuderebbero, non ci sarebbero taxi e nemmeno bus e nemmeno metropolitane funzionanti, non ci sarebbero lavanderie e pulitorie a secco, non ci sarebbero negozi aperti dalle 8 del mattino alle 10 di sera, non ci sarebbero nemmeno le scuole aperte, poiché molti sono gli insegnanti di origine straniera. Insomma la Svezia ritornerebbe a dover usare il cavallo per i trasporti, a lavarsi le camicie a casa, a mangiare patate e poco altro, a dover battagliare per trovare un insegnante. La tanto moderna nazione si trasformerebbe in un batter d’occhio nella Svezia medioevale dei barbari vichinghi.

Se entriamo poi all’interno di un campo particolare, quello dell’istruzione, é interessante capire come mai la scuola sia in crisi. La difficoltá di trovare degli insegnanti preparati negli anni sessanta, ha aperto la possibilitá di assumere chiunque il dirigente scolastico ritenesse idoneo anche senza un titolo di studio adeguato. 20 anni di politica di sinistra hanno peggiorato la situazione, creando un divario tra gli aumenti salariali degli insegnanti e di altre categorie a parità di titolo di studio. Ora immaginatevi di dover andare dal meccanico per una visita medica e che questo vi dica che avete bisogno di operarvi! Rabbrividisco a questo pensiero. Ebbene invece nella moderna Svezia é stato adottato proprio questo sistema, che il governo da un anno a questa parte sta cercando di cambiare, poiché i risultati scolastici degli alunni sono scesi, anzi direi crollati; ma 50 anni di storia non si cancellano con due leggi nuove e una riforma.

In conclusione voglio dire che se non ci fossero gli immigrati la Svezia si fermerebbe e che é proprio grazie a questa forza lavoro che la Svezia oggi é quella nazione che é. E nonostante i molteplici articoli, i dibattiti sulla necessitá di nuovi immigrati per far fronte ai bisogni e le ricerche scientifiche, la politica squallida del partito di estrema destra si basa su dicerie senza alcun fondamento, come per esempio che i problemi della scuola o meglio il calo di risultati siano dovuti agli immigrati che hanno distrutto il sistema scolastico. Scientificamente parlando è dimostrato che un alunno proveniente da una famiglia di media/alta cultura non avrà alcun problema scolastico e di integrazione ovunque esso vada, mentre un alunno che provenga da una famiglia i cui genitori non abbiano un titolo di studio di scuola media superiore o universitario potrá incontrare difficoltà a scuola indipendentemente dal fatto che la famiglia emigri o meno.

La Svezia senza gli immigrati si fermerebbe! Mi piacerebbe veramente vedere la Svezia del 2012 ritornare al medioevo!

Antonella Tiozzo

Su questo argomento leggi la storia di Hadille

3 comments

  1. ma che pezzo è? ma in che mondo siamo? senza sembrare arrogante, ma vorrei sottolineare come la situazione svedese sia identica a quella di tutti i paesi occidentali…se togliamo gli immigrati dalla francia, dall’Italia, etc etc chi fa tutti i lavori mal pagati? tutte le badanti dei miei nonni erano tutte straniere, la tata che seguiva i miei fratelli sud americana, la signora che pulisce le scale dai miei straniera…elettricisti, parquettisti, idraulici, etc etc in Italia ma anche all’estero sono rarità…in UK importano addirittura queste figure professionali dai paesi dell’est…percui direi che la Svezia non è di sicuro peggio di nessun altro…certo con questo non dico mal comune mezzo gaudio…ma forse più che un problema svedese è un problema occidentale…

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