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La «Wilderness» di Lance Weller sabato 17 a Padova

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Lo staff
©Andrea Pattaro/Vision
Le tre squadre
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A due settimane dalla chiusura del programma principale di «Da giovani promesse…,» l’Ufficio Progetto Giovani del Comune di Padova torna a parlare di narrativa con un ospite internazionale, lo statunitense Lance Weller. Sabato 17 giugno, alle 19, appuntamento al Centro Universitario Padovano di via Zabarella, dove lo scrittore presenta «Wilderness», pubblicato in Italia da Keller.

Dialoga con l’autore Giulio D’Antona. Nel corso della presentazione, Andrea Bellacicco leggerà alcuni brani tratti dal romanzo che ha entusiasmato la critica internazionale. «Epico… Un romanzo in cui l’urlo e il furore della storia vengono alla fine annegati nel silenzio della natura selvaggia» ha riportato il Financial Times «Un romanzo d’esordio onesto, palpitante, lirico, commovente e dal finale sorprendente» Emmanuel Romer, hanno scritto su La Croix.

Nel contrasto di luce e tenebra, ambientazioni selvagge e rifugi d’umanità, brutalità e tenerezza, nel tentativo di conciliare una guerra orribile con il grande buio della fine, «Wilderness» ci restituisce non solo la commovente storia di un personaggio indimenticabile, ma anche il racconto di ciò che siamo come esseri umani. Un’eroica epopea, un libro sorprendente che ha inscritto di diritto Lance Weller tra i grandi narratori americani.

Wilderness, la trama

Abel Truman vive sulla costa selvaggia del Pacifico, nello Stato di Washington. Si accontenta di poche cose: il riparo di una baracca di legno e la compagnia del suo cane. Lì, ai confini del mondo, ci è arrivato dopo il massacro del Wilderness, uno degli scontri più cruenti della Guerra civile americana. Per trent’anni è stato perseguitato da quel passato e per trent’anni ha sperato che il tempo e la solitudine rimarginassero le sue cicatrici. Ora, vecchio e malato, ha deciso di lasciare quel luogo e partire per un ultimo viaggio, una missione che ha poche speranze di portare a termine, per affrontare ciò che alberga nel suo cuore sin da prima degli orrori della guerra. Non appena si mette in cammino, però, il vecchio soldato è raggiunto dall’antica violenza: due uomini lo aggrediscono, gli rubano il cane e lo lasciano a terra quasi morto. Abel parte alla loro caccia, attraverso le Olympic Mountains minacciate dall’arrivo della neve; la sua ricerca lo porterà a tu per tu con i ricordi e gli mostrerà la strada verso una redenzione in cui aveva smesso di sperare

I protagonisti della serata

Lance-Weller-credit-Greg-Francke2Lance Weller. Oltre a “Wilderness”, ha pubblicato brevi racconti in diverse riviste letterarie tra cui “The Breathable Air”, che ha vinto il premio Glimmer Train’s Short-Story for New Writers e “The Seven League Boots”, pubblicato su New Millennium Writings e nominato per il Pushcart Prize.

Il lavoro di Weller è stato pubblicato anche su The American Literary Review, The Broadkill Review e un estratto di “Wilderness” è apparso nel numero autunno/inverno 2008-09 di Quiddity. “Wilderness” è stato nominato anche per il prestigioso premio francese Prix Médicis.

Nato a Everett, Washington, vive a Gig Harbor, Washington con la moglie e quattro enormi cani.

Giulio D’Antona (Milano 1984) ha iniziato come editor a Linkiesta, poi come corrispondente per LK da New York, quindi per L’Espresso, Pagina99 e infine Rolling Stone. Si è occupato soprattutto di letteratura americana, ma anche di cinema e cultura più in generale. Ha scritto un reportage narrativo con materiali raccolti nel corso di circa cinque anni di lavoro sulla vita di scrittori americani, pubblicato da minimum fax col titolo “Non è un mestiere per scrittori”. Sempre dalla sua esperienza americana nascerà il libro a cui sta lavorando, che segue le orme di uno dei più importanti giornalisti narrativi della storia, il dr. Hunter S. Thompson. Attraverso un viaggio tra West e Midwest si propone di raccontare Hunter S. Thompson ma anche l’America cambiata e radicalizzata dei nostri anni, molto simile proprio a quella che Hunter S. Thompson ha raccontato.

Andrea Bellacicco. Diplomato alla Civica Accademia di Arte Drammatica del Teatro Stabile del Veneto nel 2010. Ha lavorato come attore con Mario Perrotta, Paco Azorin, Bob Wilson, Andrea Paolucci e Giorgio Sangati. Dal 2013 lavora per il Teatro Stabile d’Innovazione di Verona Fondazione Aida e ha lavorato come attore per il Teatro Stabile del Veneto-Teatro Nazionale diretto da Giorgio Sangati e Lorenzo Maragoni. È vincitore del Premio UBU 2015 come miglior progetto artistico con il “Progetto Ligabue” di Mario Perrotta e finalista del Premio Hystrio alla Vocazione 2015.

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