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Se c’è un settore che in questi anni è stato umiliato dai governi che si sono succeduti, questa è la cooperazione internazionale. Una discontinuità con passato vuol dire anche tornare a fare cooperazione e fare politica estera. Non è (solo) una questione di soldi.

E’ per questo che le Ong di Link2007 hanno chiesto al Presidente del Consiglio Mario Monti un rinnovato protagonismo del nostro paese nei contesti internazionali, anche dando corpo e forza al nuovo Ministero per la cooperazione allo sviluppo. In una lettera del 6 dicembre firmata dal Presidente di Link2007 Arturo Alberti, le Ong Avsi, Cesvi, Cisp, Coopi, Cosv, Medici con l’Africa-Cuamm, Gvc, Icu, Intersos, Lvia ricordano che altri paesi europei hanno da tempo fatto la scelta dello specifico ministero, certi che “la presenza attiva in paesi e in aree interessate a mantenere viva una relazione di reciproca utilità in un rapporto di cooperazione tra governi e tra società civili, sia una scelta lungimirante e vantaggiosa”.

La lettera riprende anche concetti espressi lo stesso giorno in un incontro con il Ministro della cooperazione internazionale Andrea Riccardi, che partono dalla constatazione che “alla politica estera contribuiscono ormai più soggetti e i rapporti di cooperazione internazionale coinvolgono le competenze di più dicasteri”. Ciò richiede un’azione fortemente coordinata e Link 2007 auspica quindi “che da parte di tutti i Ministeri coinvolti vi sia la massima collaborazione per far sì che la cooperazione riceva attenzione e supporto per costruire il tanto auspicato sistema paese e per far riguadagnare all’Italia il positivo ruolo che ha sempre avuto nelle sedi internazionali e nel rapporto con i paesi terzi”.

Contiamo in un Ministero della cooperazione internazionale che sia efficace e quindi dotato dei necessari strumenti politici e operativi. Siamo coscienti che stiamo attraversando una situazione difficile, ma siamo convinti, sulla base dell’esperienza accumulata negli anni, che ogni serio investimento nella cooperazione internazionale, anche relativamente modesto, e ogni rapporto positivo con i paesi terzi nel momento del bisogno, si traducono sempre in beneficio per il nostro Paese se gestiti con la dovuta attenzione e il necessario coordinamento, in una visione lungimirante, che guardi al domani e proietti nuovamente l’Italia nel mondo”. “Chiediamo a Lei e al Governo – continua la lettera di Arturo Alberti – di dare quel segnale forte che sollecitiamo, in una visione proiettata al futuro che consenta all’Italia di avere il ruolo internazionale che merita”.

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