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Lavorare in Grecia (partendo dalla Calabria)

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Percorsi che a sentirli non appaiono scontati. Che parlano di coraggio e determinazione. Di una generazione che si sforza di cercare la sua via. Con tenacia e forza. Questa intervista di Riccardo Moi è tratta dal blog: http://laureatoeincrisi.blogspot.it/
Nicole, una calabrese ad Atene. Dove sei nata e qual è stato il tuo percorso scolastico e accademico?
Sono nata a Catanzaro e vi ho vissuto fino all’età di 18 anni. Dopo i miei studi classici ho deciso che avrei lasciato la mia Calabria per iniziare qualcosa di nuovo. La capitale mi ha accolta fin da subito, e mi ha quasi adottata direi. Ho vissuto a Roma i miei anni Universitari, tra tomi di linguistica e poesie di Neruda, terminando il mio percorso con il conseguimento di una Laurea magistrale in Lingue e Traduzione nel Gennaio 2013. Da poco ho terminato un Master in Turismo, e la verità è che un giorno mi piacerebbe poter vincere un Dottorato di ricerca. Chi studia poco e chi troppo..eh?

Prima di Atene avevi già avuto esperienze all’estero?
Se ti riferisci ad esperienze lavorative, la mia risposta è no. Per quanto riguarda invece altri tipi di esperienza, che siano per motivi di studio o di svago, posso dirti che ho viaggiato tanto.

Quanto è importante per te viaggiare e in cosa senti di essere migliorata dopo le tue esperienze all’estero? Viaggiare è forse una delle ragioni che mi fa sentire più viva. Ogni volta che decido di partire, porto con me una valigia, ma al mio ritorno ne ho ben dieci di valigie; e queste valigie contengono posti nuovi, profumi, sorrisi, culture differenti, nuovi amici. Le mie esperienze all’estero mi hanno aiutata a crescere e a diventare quella che sono adesso, a capire meglio gli altri, a scavalcare gli stereotipi e a non giudicare mai un libro dalla sua copertina.

Sei arrivata ad Atene come? Hai usufruito di qualche contributo europeo o è stata una scelta slegata a sovvenzioni europee? A
d Atene sono arrivata quasi per caso direi. Dopo tante candidature senza alcune risposta, forse Zeus mi ha udito. Quando ho ricevuto questa offerta di lavoro ero tra l’incredulità e la sorpresa, ma ero certa che Roma non era più la città dove desideravo rimanere. La posizione non è legata in realtà a nessuna Istituzione europea e, non trattandosi di un tirocinio di pochi mesi, ma di una possibilità di poter creare delle basi future, ho accettato immediatamente. Inoltre la Grecia è la mia seconda patria. Avendo un papà greco, per me essere qui è come essere a casa. L’ennesima ragazza italiana del sud Italia che cerca lavoro all’estero.

Cosa ti ha spinto ad abbandonare l’Italia?
Ho sempre saputo che non sarei rimasta a lungo in Italia. In realtà lo so da quando avevo 14 anni ed ho iniziato a viaggiare da sola. L’Italia è certamente un bel paese, ma forse non adatto a me. La mia doppia nazionalità non mi ha mai davvero fatto sentire italiana al 100%, e la mia voglia continua di cambiamento, di novità, mi ha fatto dire immediatamente Si quando si è presentata l’occasione. Se non fosse stata la Grecia, sicuramente sarebbe stato qualche altro paese. La Grecia sta attraversando un periodo di crisi molto forte.

Vivendo ad Atene reputi che l’immagine che noi italiani abbiamo della Grecia sia veritiera? Oppure i media distorcono la realtà spettacolarizzandola anche con un accanimento esagerato?
Certamente la crisi ha dato un colpo molto forte a questo paese, e questo non si può negare. Ti dico però che io vedo ogni giorno i negozi strapieni e le caffetterie ed i locali colmi. Qualche giorno fa sono dovuta uscire da un negozio perché facevo fatica a respirare per l’ammasso di gente. Ci sono aree di Atene in cui la crisi neppure è arrivata, ma ci sono anche zone in cui dicono si senta maggiormente. La situazione al momento è molto migliorata, ed i Greci stessi ritengono che ci sia stata una forte esagerazione dei media riguardo il paese. Penso che la televisione italiana, soprattutto, dipinga la Grecia quasi come il terzo mondo, forse volendo nascondere, in questo modo, i problemi locali.

Quali sono i requisiti essenziali per trovare lavoro in Grecia? Com’è il mercato del lavoro?
La parola d’ordine è sicuramente: “aziende internazionali”. Il mercato del lavoro greco è chiuso, è inutile negarlo. Bisogna puntare sulle imprese non locali, ma internazionali, che sono pronte ad accogliere e ad inserire i giovani nel mondo del lavoro.

Perché hai scelto Atene? Cosa ti lega a questa città?
Ho scelto Atene perché ho sempre avuto un forte legame con questa città. Ricordo che quando ero più piccola, mentre mi trovavo al Museo dell’Acropoli con i miei genitori, guardando il Partenone, ho detto a mia madre: “Quando sarò grande lavorerò qui”. I sogni sono desideri…e spesso si realizzano.

Vivendo ad Atene cosa ti manca dell’Italia e di cosa invece, tornando in Italia, sentiresti la mancanza?
L’unica cosa che mi manca dell’Italia sono gli affetti. Ad Atene vivo molto bene, la gente è molto cordiale, assolutamente più che in Italia, e la vita è meno cara. Tornando in Italia, o meglio a Roma, sentirei sicuramente la mancanza di un affitto basso, di una metro efficiente e pulita, di profumo di pane al sesamo appena sfornato e di cannella…profumi che inondano le strade ogni mattina.

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