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L’Isis ha paura della cultura. Orto Botanico di Padova a lutto contro le distruzioni di monumenti

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C’è un qualcosa di particolarmente subdolo e vigliacco nella distruzione di monumenti o siti patrimonio dell’Umanità, così come sta accadendo in Iraq e dintorni. L’Isis, che sembra non fermarsi di fronte a niente, a nessun tipo di barbarie, ha paura della cultura. Sì, è proprio così: quasi ad indicarci che più delle armi temano la parola, l’intelligenza, il buonsenso.

Per questo vogliamo darvi notizia della campagna che domani, venerdì 15 maggio, metterà a lutto molti patrimoni Unesco per ricordare visivamente a tutti la gravità di quanto sta succedendo in Medio Oriente anche dal punto di vista culturale. A Padova sarà l’Orto Botanico, inserito dal 1996 nella lista Unesco, ad appendere il drappo nero con una piccola cerimonia, alle 11. Un segno di lutto che rimarrà tutta la giornata e sarà ben visto, considerando le migliaia di persone che stanno visitando l’Orto in questo periodo: l’apertura del Giardino delle Biodiversità, braccio innovativo della parte antica, ha ridato vitalità ad un giardino che già godeva di una buona vita, magari solo un po’ monotona.

Anche il Rettore dell’Ateneo (l’Orto appartiene all’Università di Padova) parla di codardia.  «Le distruzioni compiute in Medio Oriente rappresentano un atto vigliacco e premeditato, oltre che un crimine di guerra – spiega il Rettore Giuseppe Zaccaria  – andando a colpire le radici culturali del proprio popolo si vuole mettere in discussione la storia, tradizione e identità del popolo stesso. Violenze barbare e gravi, che toccano non solo i luoghi dove stanno avvenendo ma tutto il mondo: la lingua della cultura è infatti universali, attraversa e unisce le nazioni. Anche per questo vogliamo dimostrare, con quest’atto simbolico all’Orto Botanico, il nostro sgomento».

 

 

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