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Londra, l'egoismo sale in metro

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Londra 2012, scappare o rimanere? Ecco il parere di Elisa. Raccontaci la tua esperienza nello speciale Olimpiadi o scrivendo a anordestdiche@gmail.com

Ho lavorato a Londra, in una rinomata istituzione pubblica per cinque anni e il mio stipendio non e’ aumentato in quel lasso di tempo, se non grazie agli “aggiustamenti” dovuti all’inflazione. Con uno stipendio da statale medio, a Londra, non puoi permetterti di vivere da solo: io ho condiviso una casa con altre quattro persone per poter risparmiare almeno una parte del mio stipendio. E vivevo in zona 4, sempre per poter da una parte ammortizzare i costi, dall’altra far finta di avere una migliore qualita’ della vita. Mi sono sempre mossa in bici, come molti Londinesi (e non).

Negli ultimi mesi della mia permanenza mi sono dovuta affidare alla metroplitana perche’ ero incinta: ecco, qui ho potuto notare se non il cinismo almeno l’indifferenza e il totale individualismo di tutte le persone che si trovavano a condividere il vagone con me. Tutte assorte nella lettura di “Metro” o del loro ebook reader o assopite. Nessuno che alzasse lo sguardo, nessuno che notasse che avevo una pancia non indifferente. Nessuno o quasi che mi cedesse il posto, soprattutto quando il vagone era piu’ affollato durante le ore di punta. Stesso discorso nelle stazioni o negli aeroporti: tutti determinati a raggiungere la loro destinazione nel minor tempo possibile (vedi le persone che camminano sul lato destro delle scale mobili!) e nessuno che si fermasse ad aiutarti a portare un bagaglio su o giu’ dalle scale (moltissime stazioni londinesi, anche le piu’ centrali ancora non hanno scale mobili e/o ascensori!).
Ho potuto constatare l’ipocrisia di molti colleghi sul posto di lavoro: sempre sorridenti, sempre a dire “yes” e “sorry” ma pronti a sparlarti alle spalle alla prima occasione. Mi rendo conto che questo giudizio puo’ applicarsi a qualsiasi ambiente di lavoro, non essendo necessariamente una peculiarita’ di Londra, per cui prendetelo pure con le pinze.

Cosa mi manchera’ di Londra? Sicuramente la varieta’ dell’offerta culturale: mostre interessantissime e sui piu’ disparati soggetti, state-ot-the-art museums per lo piu’ gratuiti, una ristorazione internazionale variegatissima e di qualita’ spesso eccellente.
Ma soprattutto mi manchera’ il mio lavoro da restauratrice, un lavoro per il quale avevo studiato qui in Italia, ma che l’Italia non sembrava (e tuttora non e’) in grado di potermi offrire. Un lavoro che ho ottenuto mandando il mio CV quando seppi che reclutavano nel mio futuro posto di lavoro. Un lavoro conquistato tramite colloquio e non tramite estenuanti concorsi pubblici.
Se sono tornata, e’ stata per una scelta personale, dovuta a contingenze non piu’ procastinabili. Non escludo di poter tornare in futuro insieme alla mia famiglia: del resto ora sono in aspettativa..

Elisa

Puntate precedenti:

1. Lasciare Londra alla vigilia delle Olimpiadi

2. La mia Londra è solidale e premia il merito