Prima o poi tutti doveva succedere, le avvisaglie in questi mesi non erano mancate. A Tripoli, seconda città del Libano conosciuta per i suoi antichi souk e per il suo spiccato carattere arabo e musulmano, sono scoppiati nei giorni scorsi violenti scontri tra fazioni favorevoli e contrarie al regime siriano, che hanno finora causata la morte di sette persone ed il ferimento di circa un centinaio. L’intervento, non troppo tempestivo, dell’esercito, ha messo per ora fine alle ostilità.
A questo link si possono vedere alcune impressionanti foto di quanto successo in questi giorni:
http://www.dailystar.com.lb/PhotoGallery.aspx?id=422#axzz1uvxDjgkX
Tripoli è una delle porte principali di accesso alla Siria, e la pressione esercitata dal progressivo peggioramento della situazione nel paese vicino è andata aumentando in questi mesi. Migliaia di profughi in fuga sono arrivati nei sobborghi e nei villaggi circostanti, creando un’emergenza umanitaria grave e sicuramente minimizzata dalle autorità libanesi, che hanno paura di infastidire il regime di Bashar al-Assad.
Lo scontro attualmente in corso in Siria butta benzina sul fuoco di un conflitto latente che da sempre coinvolge due quartieri di Tripoli, tra i più poveri e marginali di tutto il paese: Bab al-Tabbaneh, dominato da fazioni sunnite oppositrici di Assad, e Jabal Mohsen, sobborgo di religione sciita – alawita, la stessa della famiglia del presidente siriano.
Gli incidenti di questi giorni non sono un caso isolato e nemmeno una novità, purtroppo i due quartieri sono segnati da decenni di scontri, testimoniati dai palazzi semidistrutti, i blindati dell’esercito che presidiano i punti sensibili e da un’atmosfera di tensione palpabile.
Tripoli sembra lontanissima da Beirut: è così diversa che anche i giornali della capitale ne raccontano gli avvenimenti con un certo distacco, come se succedessero in un altro paese. Ma in realtà tra le due città ci sono solo 90 km di autostrada costiera. Gli scontri potrebbero rapidamente diffondersi ed allargarsi ad altre zone del paese. Molti lo temono, alcuni se lo aspettano, tutti sperano che Tripoli rimanga lontana.
Francesco Pulejo
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Francesco Pulejo padovano, 39 anni, èex Project Coordinator di 





