Otto mesi fa Rossella Urru, coordinatrice nei campi dei rifugiati saharawi del Cisp, veniva rapita nel campo profughi di Hassi Raduni, nel deserto algerino sud-occidentale. Questa è la lettera che oggi, otto mesi dopo, scrivono i suoi colleghi
Roma 22 Giugno 2012 Cara Rossella,
è dalla notte tra il 22 e il 23 Ottobre del 2011 che tutti noi del CISP desideriamo più di ogni altra cosa la tua libertà, con gli amici cooperanti spagnoli Ainhoa Fernandez de Rincon e Enric Gonyalons.
In questi lunghi, insopportabili mesi, non è mai venuta meno in tutti noi la speranza e la fiducia in un esito positivo di questa vicenda.
Siamo vicini a te Rossella e ci stringiamo forti alla tua famiglia, alla tua isola, la Sardegna, alla tua comunità di Samugheo, alla quale ci sentiamo tutti profondamente legati.
Ci atteniamo scrupolosamente alle indicazioni date dalle nostre istituzioni circa il riserbo da mantenere, per favorire la soluzione che tutti aspettiamo.
Ti mandiamo un grande fraterno abbraccio e non vediamo l’ora di vederti, libera come sei sempre stata e come meriti di essere.
Tutti gli amici e i colleghi del CISP
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