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Foto tratta da TwitterCi sono tanti motivi per preoccuparsi in questo periodo: la crisi, la corruzione, la disoccupazione giovanile. Ma pensate cosa accadrebbe se veramente Israele attaccasse l’Iran. “Entro la prossima estate – ha detto Benjamin Netanyahu all’assemblea dell’Onu – l’Iran avrà la bomba atomica”. La cosa non è certo da sottovalutare e desta legittime preoccupazioni. Come desta legittime preoccupazioni il fatto che Netanyahu per illustrare il suo pensiero abbia utilizzato il disegno di un bombone stile bugs bunny.

Perché sotto sotto dà l’idea della follia che pare covare nel governo di ultradestra che da tempo governa Israele. Ipotizzare un attacco all’Iran non è uno scherzo una cosa sulla quale si può ridere su, che si può ridurre a fumetto perché anche i bambini si accorgano che il tempo a disposizione è poco.

E scendiamo nel campo della logica. L’attacco di cui si parla nello specifico è un raid aereo che colpisca rapidamente il sito in cui l’Iran procede alla lavorazione dell’uranio. Un attacco che ritarderebbe soltanto la costruzione dell’atomica da parte di Teheran, ma non sarebbe capace di impedirla. Come vorrà usare l’atomica l’Iran (che nell’area è ormai detenuta da molti stati, Israele e Pakistan su tutti) non è dato sapere: un folle attacco allo stato ebraico o lo strumento per cambiare gli equilibri strategici dell’area? L’Iran non è il Paese monolitico che spesso i media rappresentano, è molto articolato e plurale come ha ben dimostrato l’intervista al sindaco di Teheran Mohammed Ghalibaf apparsa sul Corriere della Sera di mercoledì. Sarà probabilmente lui il successore di Ahmadinejad  (altro personaggio da operetta) dopo le elezioni del 2013 ed è probabile che l’atteggiamento in politica estera muterà in modo sensibile.

Un attacco preventivo di Israele renderebbe ineluttabile una reazione militare dell’Iran, il blocco dello stretto di Hormuz (e addio petrolio e benzina alle stelle) e l’innesco di una escalation che potrebbe portare a una nuova guerra planetaria. Una certezza contro un’ipotesi. Sulla quale peraltro possono agire diversi fattori alcuni dei quali  nelle mani di Israele e dei suoi alleati: sanzioni internazionali, rielezione di Obama, equilibri interni iraniani….Voi cosa scegliereste?

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 E la rete si scatena:

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