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Mazzette e uranio impoverito, la sanità in Kosovo

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La domanda è sorta spontanea dopo nemmeno mezzora di viaggio. Avevo sentito parlare di così tante cardiopatie da far girar la testa. Ma l’incidenza di cardiopatie in Kosovo è normale? La risposta di Maria Antonia Prioli e Luca Tomasi, i due cardiologi veronesi che stanno  effettuando le visite, è arrivata in coro. E ovviamente è negativa. Uranio impoverito? Non esiste nessuna dimostrazione  scientifica ancora (nessuno si sta prendendo la briga di sondare questo campo), ma il sospetto è forte. “E almeno l’uranio impoverito sappiamo che c’è stato”. Come dire: chissà cos’altro….

Poi mettiamoci anche il resto, che si può vedere pure a occhio nudo: un Paese poverissimo, una sanità inesistente, falde d’acqua inquinate dall’assenza di un sistema fognario, un’alimentazione carente, l’inquinamento dovuto all’unica (insufficiente) centrale elettrica, quella di Obilic, alimentata a carbone la cui coltre scura ricopre tutto il Kosovo.

Parto da una storia, quella di Viorica, perché ci aiuta a capire perché Il Castello dei Sorrisi è qui. Perché deve essere  qui. Ce l’ha raccontata Violetta, la nostra interprete: Viorica è una ragazza operata a Verona per un difetto alla valvola mistralica, sta bene, ma è distrutta. Una settimana fa suo fratello, di 30 anni, è morto per una malformazione cardiaca. Più sfortunato? Non solo. Anche lui era stato operato. Ma non a Verona, non in Italia. La famiglia di Viorica è una delle tante vittime dell’inefficienza e della corruzione della sanità kosovara.

 

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