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Sono 25 mila i rifiugiati dalla Libia giunti in Italia dopo il conflitto dello scorso anno nel Paese nordafricano, ai quali si aggiungono altri 20 mila irregolari provenienti sempre dallo stesso territorio ma non censiti dalle autorità. Ma le erogazioni di denaro statale alle Province, Regioni, Protezione civile Caritas incaricate dell’accoglienza e inserimento sono in ritardo, mentre l’approccio al fenomeno risulta ancora “emergenziale”. Sono i primi dati che emergono da Migramed 2012, il convegno internazionale delle Caritas del Mediterraneo che si aprirà mercoledì a Cagliari, nei locali del Seminario e che è stato presentato questa mattina dal direttore della Caritas diocesana, don Marco Lai, e dal nuovo arcivescovo del capoluogo sardo, monsignor Arrigo Miglio.

Monsignor Miglio, organizzatore delle “Settimane sociali” per la Conferenza episcopale italiana (Cei) ha spiegato che la scelta del tema, “Dialogo tra le sponde”, risponde alla necessità di esaltare il ruolo dell’Italia come luogo di accoglienza e segue i dettati evangelici e la cultura della Chiesa nel riconoscimento e tutela “integrale dei diritti della persona immigrata”, una tutela che in Italia è ancora “incompleta”. Da monsignor Miglio e dalle Caritas italiane è partito quindi un appello affinché le autorità statali “facilitino l’acquisizione della cittadinanza italiana per il figli degli immigrati nati nel nostro suolo”. La Chiesa, ha spiegato l’arcivescovo respinge l’equazione troppo spesso diffusa “tra immigrazione e criminalità” e auspica che Migramed possa aiutare il percorso di “sensibilità verso i diritti della persona immigrata”, in un quadro, “come ricordato dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano, di unità della nostra Patria”.
Migramed si terrà dal 16 al 18 maggio 2012, a Cagliari, nell College Universitario Sant’Efisio: l’evento è promosso da Caritas Italiana e dalla Caritas diocesana di Cagliari. Si parlerà principalmente di dialogo interreligioso, tema che le Caritas della sponda sud del Mediterraneo, in Paesi a maggioranza islamica, affrontano quotidianamente.
Previsti gli interventi delle Caritas di Libia, Marocco, Algeria, Libano,Turchia, Tunisia, insieme a quelle di Francia, Germania, Spagna, Grecia, Malta e Albania e di rappresentanti di Caritas Europa e della Caritas della Regione Medio Oriente e Nord Africa. Ci sarà anche spazio per fare il punto sull’accoglienza in Italia da parte delle Caritas diocesane di circa 3000 persone fuggite dalla Libia e del “rischio collasso”, dovuto al perdurare di una grande ambiguità politico-giuridica.

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