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Silvia Fabbi - 28 ottobre 2012

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Monti fa arrabbiare i sudtirolesi

Silvia Fabbi - 28 ottobre 2012
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«Non intendiamo tagliare l’autonomia dell’Alto Adige. La tutela delle minoranze etniche e linguistiche è ancorata nella nostra Costituzione, assieme dobbiamo però sanare i conti pubblici. Il ruolo di potenza tutrice? Non è più necessario». L’intervista del premier Mario Monti pubblicata nell’edizione di venerdì del quotidiano austriaco Kurier (leggi l’articolo dal sito Kurier.at) ha avuto l’effetto di una bomba atomica in Alto Adige, provocando le reazioni non solo dei politici locali – presidente Luis Durnwalder in testa – ma anche del ministro degli Esteri di Vienna Michael Spindelegger. 

 

Monti incontra il cancelliere federale Werner Faymann

 

«La funzione di tutela dell’Austria nei confronti dell’Alto Adige non è in discussione e non è cambiata con la ricomposizione del contenzioso davanti alle Nazioni Unite» si legge in una nota. «Questo non toglie che la stragrande maggioranza dei problemi, come per esempio quello della toponomastica, vengano risolti a livello nazionale tra Bolzano e Roma. Molto è successo e molto è migliorato in questi anni. L’Alto Adige oggi è infatti una regione modello per la tutela delle minoranze», ribadisce il ministero che ricorda il «rapporto speciale di tutti i governi austriaci con l’Alto Adige». «L’autonomia altoatesina è un modello ben collaudato» ha affermato Monti che ha fatto anche riferimento al recente incontro del presidente Giorgio Napolitano con il suo omologo austriaco Heinz Fischer, nell’ambito del quale si è ricordato il ventennale della chiusura della vertenza internazionale.

La reazione del  Landeshauptmann non si è fatta attendere. «Se l’Italia mantiene gli impegni sottoscritti a suo tempo riguardo all’autonomia speciale e alle competenze della Provincia di Bolzano, l’esercizio della funzione di tutela da parte austriaca non sarà necessario, ma tale ruolo non è in discussione» è stata la replica del presidente Luis Durnwalder.  Alla tutela dell’Austria, considerato l’ancoraggio internazionale dell’autonomia altoatesina, «non rinunceremo mai. Ma non sarà necessario intervenire se il governo italiano rispetterà gli impegni presi», conclude Durnwalder. Le reazioni più accese sono arrivate da Schützen e Südtiroler Freiheit, ma neppure i Ladins hanno risparmiato critiche alle parole del premier. Secondo il comandante dei cappelli piumati Elmar Thaler «ciò che dice Monti sulla funzione di tutela dell’Austria per l’Alto Adige è estremamente pericoloso. Anche i più ottimisti possono rendersi conto ora a quale pericolo sia esposto l’Alto Adige», osserva Thaler, secondo il quale «se l’Austria cedesse la sua funzione di tutela all’Italia, sarebbe come mettere la capra a fare il giardiniere». Durissima anche la pasionaria Eva Klotz, capofila della Südtiroler Freiheit. «Le affermazioni di Monti fanno trapelare il suo desiderio che l’Austria si ritiri dalla sua responsabilità politica per l’Alto Adige, per poter agire in maniera dittatoriale. Non sono per niente sorpresa, vista la politica di rinunce della Svp nei confronti di Roma». «Le affermazioni di Monti – prosegue – dimostrano l’importanza del dibattito sull’autodeterminazione, che non deve mai perdere di vista l’opzione di un ritorno all’Austria. Monti infatti non aspetta altro che i sudtirolesi rinuncino a questa opzione», conclude.

Silvia Fabbi

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