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Salvare il mondo in bicicletta

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La lotta alla fame e alla povertà come una bicicletta. Una lunga serie di componenti – ruota, catena, manubrio….- a volte piccoli e apparentemente banali, ma tutti indispensabili perché la bici stia in piedi e possa essere pedalata. Una metafora e allo stesso tempo un decalogo di piccole buone azioni quotidiane, tutte su due ruote. Eccolo “La bicicletta che salverà il mondo. La lotta alla fame raccontata da un sellino» (Infinito edizioni, pag. 128, € 12,00). Il libro di Daniele Scaglione, direttore del campaigning di Action Aid ed ex presidente di Amnesty International, viene presentato oggi, ore 18, alla  libreria Lovat nel Parco Commerciale di Padova est.  Una serie di racconti, tredici in tutto, che percorrono il pianeta illustrando le mille sfacettature della questione: dalla lotta dei produttori di caffé in Guatemala alla sfrenata passione per la bici in Burkina Faso, dalle piste di terra nella savana alle scalcagnate piste ciclabili italiane.

All’incontro sarà presente anche  il campione di ciclismo Francesco Moser, autore della prefazione: “La mia attività sportiva mi ha permesso di visitare molti Paesi – scrive in apertura del libro – anche quelli dove la povertà estrema era sotto gli occhi di tutti. Come in Messico, dove ho realizzato il record dell’ora. Era il 1984 e ho usato una bici modernissima, che sembrava arrivare dal futuro. Pesava solo 7,5 chilogrammi. Oggi si trovano in commercio biciclette che pesano sei chili, frutto di una tecnologia avanzatissima. Questo è solo un esempio del grande progresso che, in poco meno di trent’anni, l’umanità ha saputo realizzare. Eppure, nello stesso arco di tempo, non siamo stati capaci di cancellare la fame dalla faccia della terra. Al contrario, il numero di persone che la patisce ha continuato ad aumentare…”.

I diritti d’autore del libro sosterranno la campagna Operazione Fame di ActionAid*.  “I biocarburanti sono la nuova frontiera del colonialismo – scrive Edoar Maturo nella post fazione -. Cambiano i fattori ma il risultato è sempre lo stesso: una volta andavamo in Africa per schiavizzare le persone, poi con le cannucce per succhiare via il petrolio dalla terra o con il piccone per scrostare i diamanti dalle miniere; oggi andiamo in Africa con la pala e il rastrello alla ricerca di ettari di terra che noi non abbiamo”.

Il libro può essere acquistato sul sito di Infinito edizioni.

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