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Spagna 26 – Italia 80.

Secondo il Global Gender Gap Report 2012 (che potete scaricare qui: http://bit.ly/Sh6MOm), lo studio sulla disuguaglianza di genere a livello mondiale elaborato annualmente dal Word Economic Forum, la Spagna è crollata dal 12° al 26° posto nella classifica planetaria della parità donna-uomo.

 

Il passo indietro è dovuto al peggioramento di uno dei quattro sottoindici di cui si compone questa misurazione, ovvero quello relativo alla rappresentazione nei posti di decisione politica. Fa notare il País in un articolo apparsi ieri (24 ottobre, che potete leggere qui: http://bit.ly/PPQayK) che questo dipende in parte anche dal governo Rajoy: dopo gli anni d’oro dell’era Zapatero, in cui i posti di ministro erano equamente ripartiti tra uomini e donne, ora le poltrone femminili nelle più alte cariche governative sono scese a 4 su 13. Non solo: delle 308 nomine fatte da Rajoy nei primi 100 giorni di governo, solo il 28,2% hanno riguardato donne (http://bit.ly/IdbRU2).

Con buona pace dell’articolo 52 della Ley de Igualdad, del 2007, secondo cui il governo dovrebbe garantire una “presenza equilibrata tra donne e uomini nelle nomine delle persone titolare degli organi diretta dell’Amministrazione generale dello Stato e degli organismi  pubblici”. Ma il dato peggiore è quello relativo alla partecipazione e alle opportunità economiche, che prende in conto il divario a livello di partecipazione, retribuzioni e possibilità di avanzamento. Qui la Spagna qui si colloca al 75 posto a livello mondiale: gli uomini guadagnano in media il 22% in più delle donne per lavori uguali, e le donne sono l’11,5% nei consigli di amministrazione e il 22% nei posti direttivi.

Ma almeno se ne parla. E L’Italia? Se la situazione della Spagna non è ‘rosea’ (proprio il caso di dirlo), quella dell’Italia è da brividi. L’Italia è riuscita a peggiorare ulteriormente, con una diminuzione di 0,007 punti, che l’ha fatta scivolare addirittura all’80° posto della classifica generale (su 135 paesi per cui viene calcolato l’indice). Se andiamo a guardare la scomposizione dell’indice, anche nel Belpaese il capitolo più drammatico è quello di partecipazione e opportunità economiche: siamo al 101 posto mondiale.

Piccola lista di alcuni dei (tanti) paesi che hanno fatto meglio dell’Italia nell’Indice di Parità di genere 2012: Filippine, Nicaragua, Lesotho, Cuba, Mozambico, Burundi, Uganda, Bolivia, Kazakistan, Mongolia, Tanzania, Timor Leste, Cina, Brunei. In Europa, peggio di noi hanno fatto solo Ungheria, Grecia, Malta e Albania.

E se prendiamo la classifica per fasce di reddito, e andiamo a considerare la lista dei cosiddetti Paesi ad alto reddito, qui possiamo vedere che dietro all’Italia, oltre alle stesse Grecia, Ungheria e Malta, ci sono solo Giappone, Emirati Arabi, Corea, Kuwait, Bahrein, Qatar, Oman e Arabia Saudita.

Che bella compagnia.

Luigi Cojazzi

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