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Norvegia, il paese dei thriller

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I norvegesi leggono molto. I libri si trovano ovunque: anche nelle tabaccherie e nelle stazioni di servizio sono disponibili edizioni economiche dei titoli più venduti. Il genere più apprezzato da queste parti è senza dubbio il Krim, l’equivalente norvegese dei thriller o polizieschi. Nel periodo di Pasqua, l’assortimento di libri gialli nei negozi aumenta vertiginosamente, la televisione trasmette film e serie poliziesche: i Påske krim (thriller di Pasqua) sono una tradizione. Anche il cartone del latte, in quel periodo, ospita le avventure a fumetti di un cane poliziotto. Il successo degli scrittori scandinavi di questo genere profondo-rossoha da tempo valicato i confini e conquistato l’editoria mondiale.

Ma perché i Krim hanno tanto successo?

Innanzitutto, il clima e i paesaggi scandinavi sono lo sfondo ideale per morti misteriose e indagini complesse. I lunghi inverni bui coprono le tracce e le scogliere a picco sull’oceano tempestoso, battute dal vento del Nord, rispecchiano l’anima tormentata dei protagonisti.

La forza di questo genere letterario sta anche nella volontà degli autori di incorporare tematiche sociali attuali alla narrazione: misoginia, xenofobia, ineguaglianza sociale. Argomenti che sembrerebbero lontani anni luce dal tranquillo sistema dello stato sociale, rompono invece la barriera dell’apparenza e fanno da sfondo al giallo.

Il re del KRIM norvegese è, senza dubbio, Jo Nesbø.

Calciatore dal futuro promettente, a causa di un infortunio Nesbø abbandona il mondo del pallone e si dedica a un’altra grande passione: la musica. Con i “Di Derre”, di cui era cantante e chitarrista , è stato a lungo in vetta alle classifiche scandinave.

Comincia a scrivere durante un lungo e noioso volo intercontinentale, convinto che “ sarebbe stato il solito, pessimo libro di una rockstar” come ha dichiarato ai giornalisti. I lettori, però, gli hanno dato torto: il suo primo libro è stato un bestseller e ha dato il via a una serie di successo conosciuta in tutto il mondo

Il detective, Harry Hole, è un antieroe tormentato e violento, ma dotato di grande abilità investigativa e alti standard morali. L’ambientazione è sempre cupa e i personaggi sono pieni di difetti e di eccessi: talmente veri e ben tratteggiati nel carattere che potrebbero essere i nostri vicini di casa. La trama non ha mai elementi superflui: anche i particolari apparentemente insignificanti prima o poi diventano funzionali e necessari allo svolgersi delle indagini. E la tensione sale in maniera esponenziale, tanto che si rimane incollati alle pagine.

Se Jo Nesbø è il re del thriller norsk, lo scettro di regina è conteso tra due grandi scrittrici : Karim Fossum e Anne Holt.

La Fossum crea l’ispettore Konrad Sejer quasi per caso: non doveva essere un giallo, ha dichiarato l’autrice, lo è diventato a metà libro, mentre scriveva.
Il successo è stato tale da dare vita a una serie tradotta in 25 lingue. I suoi libri sono ambientati nella realtà delle piccole comunità rurali norvegesi, quella che la Fossum meglio conosce, sprofondata nel buio inverno climatico e spirituale. L’idea alla base dei suoi gialli, nata forse dopo anni di lavoro negli ospedali psichiatrici, è che in ognuno di noi si nasconde un potenziale criminale: è la situazione a cambiare la persona e a trasformarla in qualcosa che non sospettava di poter essere.

Anne Holt, avvocato ed ex Ministro della Giustizia, è invece la creatrice di Hanne Wilhemsen. Detective della polizia di Oslo, la bella Hanne si trova a indagare tra le contraddizioni della capitale, tra ricchi istruiti e spacciatori da strada. La critica alla società norvegese, che non sempre sembra essere all’altezza delle pretese socialdemocratiche, si mescola ad un’analisi profonda dei motivi che si celano dietro i crimini efferati descritti. E’ la motivazione, più che l’identità dell’assassino, a costituire la svolta e la soluzione del mistero.

Dal 6 all’8 marzo, Oslo ospiterà il Krimfestivalen. Cinquanta autori norvegesi e internazionali si daranno appuntamento tra dibattiti, interviste e spettacoli teatrali con due scopi: esplorare la natura del Krim norvegese in una prospettiva internazionale e trovare nuovi modi per intrattenere il grande pubblico amante di questo genere letterario.

Nella sfida al titolo di regina del Krim, la Fossum guadagna punti: sarà lei, infatti, la madrina del Krimfestivalen di quest’anno.

Camilla Bonetti

Sull’argomento leggi anche: Cugini scandinaviBlog dalla Norvegia,

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