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La conferma che nella politica sudtirolese batte un cuore teutonico viene dall’ospite illustre in arrivo giovedi 29 marzo alle 18 all’hotel Laurin. Si tratta di Cem Özdemir, 47 anni, portavoce nazionale dei Verdi di Germania. Fra il 2004 e il 2009 è stato parlamentare europeo dove si è occupato della questione cipriota, del ruolo della Cia in Europa e di pari opportunità.

Il portavoce nazionale dei Verdi germanici Cem Özdemir

L’invito da parte dei Verdi altoatesini prova – semmai ce ne fosse stato ancora bisogno – come in Alto Adige le tematiche ambientaliste siano una priorità. In provincia di Bolzano il partito rappresentato dai consiglieri Riccardo Dello Sbarba e Hans Heiss raggiunge ancora l’8% dei consensi, a fronte di una media nazionale ferma al 3%. In parte portando avanti le istanze ecologiste e antidiscriminatorie di Alexander Langer, in parte svolgendo una battaglia di trasparenza nei confronti del partito di governo, la Suedtiroler Volkspartei di Luis Durnwalder, i Verdi/Gruene interpretano le istanze di una popolazione bilingue, europeista e – ovviamente – attenta all’ambiente e all’impatto dell’uomo sulla natura. Tutte tematiche portate avanti anche dal cosiddetto “Obama verde” della Germania, con il quale lo scambio culturale con i Verdi altoatesini si preannuncia carico di spunti d’interesse.
Politico di etnia circassa è figlio di genitori turchi immigrati (Gastarbeiter) in Germania nel 1960. Ha ottenuto la cittadinanza tedesca nel 1983. Özdemir si definisce un musulmano laico, ha frequentato la scuola superiore in un istituto evangelico. Degli studi da educatore conserva l’interesse verso i temi della scuola e della formazione. Fra le sue proposte c’è stata quella di introdurre ore di lezione in turco nelle scuole germaniche. Özdemir sottolinea in particolare l’importanza della rivendicazione della propria identità in tempi di crisi e la necessità di politiche di ampio respiro. E questo, spiega, “perché le generazioni future non paghino il nostro conto”. Fra i suoi primati, vanta quello di essere stato il primo immigrato di seconda generazione (nato in Germania) a essere rappresentato nel Parlamento tedesco.
Silvia Fabbi

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