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Oceano Iran

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present lightL’Iran come un Oceano. Un’indagine fotografica – per due mesi in esposizione a Bassano – ci conduce in viaggio nei territori, fisici e mentali, dell’antica Persia. Apre oggi, sabato 14 settembre alle 11 a Bassano, nella loggetta del municipio la mostra fotografica Oceano Iran di Nicola Zolin, già autore di alcuni reportage fotografici e giornalistici di grandissimo pregio anche su AND. La mostra, all’interno di Bassano Fotografia, che da oggi al 10 novembre trasforma la città in una grande galleria, ruota attorno a quattro parole chiave: percezione, devozione, evasione, stasi. Ecco le parole con cui inizia la presentazione che lo stesso Zolin, ha fatto della sua opera:

“L’Iran come un oceano, come uno spazio smisurato di storie, culture e tradizioni diverse, di idee, di opinioni, situato tra il mondo arabo e il mondo asiatico, pur non appartenendo a nessuno dei due. Un territorio vasto cinque volte l’Italia, ricco di monti (alti anche cinquemila metri), steppe, boschi e deserti, abitato da persiani, azeri, curdi, turkmeni, arabi, lur, baluchi e gruppi nomadi. Un oceano di storia e di cultura, che ha visto alternarsi al suo interno alcune tra le più grandi civilizzazioni del passato: jiroft, indoeuropei, medi, persiani e che ha assunto l’Islam a religione principale in seguito alla conquista araba, ai tempi in cui si professava principalmente la “religione del fuoco”: lo Zoroastrismo”.

 

 

 

Nicola Zolin, aspirante essere umano, nasce a Marostica nel 1984. Studia all’ITIS di Bassano e lavora come operaio, barman, muratore e contadino prima di laurearsi a Padova in Scienze della Comunicazione e
cominciare a viaggiare per il mondo, raccontandolo con immagini, suoni e parole. Viaggia in autostop senza soldi dall’Olanda al Brasile, attraversando il Marocco e l’oceano Atlantico, per parlare di ecologia e di riscaldamento climatico. Da questo viaggio ricava un libro, in via di edizione. Parte diverse volte per i Balcani per raccontare la Bosnia, il Kosovo e la Serbia, ma anche per godersi le steppe della Romania e salire a Nord fino alle repubbliche Baltiche. Nel 2011 s’immerge nella quotidianità della vita in Palestina
e in Israele per realizzare il progetto La Dimensione Umana, che porterà sotto forma di mostra fotografica
in diverse scuole e spazi espositivi, per raccontare le vicende personali di una serie di individui nati sotto ai
fuochi di un conflitto perpetuo. Studia per alcuni mesi Antropologia Visuale all’Università Libera di Berlino
ma abbandona gli studi prematuramente per viaggiare ancora via terra verso Oriente, attraversando i Balcani, la Turchia, le repubbliche del Caucaso, l’Iran, l’India e il Nepal. Da questo viaggio nascono diversi progetti, tra i quali “Oceano Iran”.
Collabora con quotidiani, agenzie e magazine italiani e internazionali, tra i quali EAST, SIPA USA, Birgun, Atlas, Osservatorio Iraq, The Post Internazionale, Bassanonet e Café Babel. (www.nicolazolin.it).

Di Nicola Zolin leggi e guarda i reportage su And: Profughi siriani in Turchia, L’odiato e bramato oro della Transilvania, I grandi reporter

Sull’Iran: Alla scoperta dell’Iran; Trans-Iran

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