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I dati emessi ieri dall’OCSE evidenziano un taglio agli aiuti a livello globale che non potrà che tradursi in uno stallo dei progressi per la riduzione della povertà e il cui costo sarà pagato in termini di vite di bambini in tutto il mondo.
Ben 16 paesi hanno di fatto tagliato i propri aiuti allo sviluppo, contribuendo così ad un calo sostanziale per la prima volta in 10 anni, pari a circa il 3%.

“Benché la posizione dell’Italia appaia in controtendenza rispetto a tale situazione, con un aumento del 33% rispetto all’anno precedente, non possiamo non considerare che questo aumento è imputabile alla cancellazione del debito e, soprattutto, ci lascia perplessi il fatto che siano considerati aiuti pubblici allo sviluppo i fondi stanziati per l’incremento degli arrivi di rifugiati dal Nord Africa del 2011. Inoltre, anche questo incremento porta l’Italia a solo il 0,19% del proprio PIL, ben distante dalla media dello 0,31% degli altri paesi”, commenta Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children Italia.

“Al di là di questa considerazione che per noi è fondamentale, rimane il fatto che gli aiuti a livello globale vengono decurtati proprio nel momento in cui si stanno iniziando a compiere significativi passi avanti per salvare le vite di milioni di bambini. E la crisi che sta attraversando i paesi donatori non può essere la giustificazione per abbandonare al proprio destino i paesi poveri, sopratutto perché i fondi destinati agli aiuti sono veramente una percentuale irrisoria della spesa pubblica.”, conclude Valerio Neri.

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