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Pesci in barile: in Italia la verità si trova solo nei romanzi

Silvia Fabbi - 16 maggio 2015
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appunti di viaggio
Pesci in barile

“L’Italia riesce a essere un’anomalia anche in campo letterario. Infatti è l’unico paese d’Europa dove giornalisti, appartenenti a forze dell’ordine e magistrati scrivono romanzi noir che raccontano storie dove la realtà, e una “verità”, sono manifestamente presenti. Le ragioni sono molteplici. Da un lato la formula del noir implica che una vicenda criminale, inserita in un tempo e in un luogo, è una scusa per raccontare la realtà sociale, politica, economica e storica che circonda gli avvenimenti narrati. E poi il rapporto perverso di questo Paese con la verità. Da piazza Fontana in poi ci hanno insegnato che la verità è un optional e gli italiani hanno smesso di credere in quelle ufficiali da un pezzo. Le inchieste giornalistiche perennemente oggetto di querele e quindi la necessità di svelarla tramite il mezzo meno aderente per definizione alla realtà: il romanzo”.

L’istantanea del panorama letterario italiano scattata dallo scrittore Massimo Carlotto fotografa bene il contesto entro cui si inserisce “Pesci in barile”, l’ultima fatica letteraria del rodato duo di giornalisti del Manifesto Sebastiano Canetta ed Ernesto Milanesi. La presentazione è programmata a Padova al Caffè Pedrocchi per meroledì 20 maggio alle 18 in Sala Rossini. Sarà presente Massimo Carlotto.

Edito da manifestolibri con la copertina di Zerocalcare, per dirla sempre con Carlotto “questo romanzo ha il duplice ruolo di essere godibile e di suggerire al lettore domande inquietanti. Sullo sfondo vicende di corruzione gestite da una rete di personaggi indimenticabili come il Santo, il Grande Capo, la Donna di denari, il Mozzo, il Piranha”. In uscita in questi giorni nelle librerie, “Pesci in barile” è stato anticipato da cinque clip video (visibili su Youtube) in cui i protagonisti iniziano a prendere corpo grazie alle voci di Massimo Carlotto, Loris Contarini, Roberta Da Soller, Marco Rigamo e Carlo Vitelloni (che ha curato anche sceneggiatura, produzione e montaggio del booktrailer). Contarini e Vitelloni saranno presenti alla presentazione di mercoledì.

Il “Romanzo sul sistema degli eletti” che governano sulla testa di tutti noi stornando soldi, patrimoni, bilanci e interessi che sono pubblici è forse  anche la storia del “ventennio” di Padova. “Sussidiarietà nazionale” che calza a pennello anche nella smart city ma solo per i soliti noti nell’economia: “dittatura democratica” nei confronti dei movimenti sociali, Università formato Mose & Expo, lnformazione che rinuncia a scandagliare fino in fondo la realtà. Perfino il santo per antonomasia piegato ad uso e consumo di “cannibali” e lupi mannari. Si arricchisce dunque di un nuovo capitolo la carriera letteraria del duo Canetta/Milanesi, che dopo le inchieste giornalistiche “Legaland. Miti e realtà del Nord Est” (2010) e “Cosa Loro. I serenissimi della Compagnia delle Opere” (2011) si cimentano in un “romanzo di evidente spessore letterario dove la ricerca stilistica per forzare i limiti imposti dal genere lo rende particolarmente interessante. La solidità di una coppia affiatata nella scrittura ha permesso una sperimentazione che aggiunge valore, una cifra narrativa che si distacca completamente dalle precedenti esperienze editoriali” conclude Carlotto.

Silvia Fabbi

16/05/2015

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