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Picnic di protesta a Bruxelles

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picnic1Purtroppo domenica ero troppo indisposta per prendervi parte, ma avrei davvero voluto vedere finalmente Brussel* in versione “estiva” e green. Dalle 12 alle 15 la piazza e la strada antistanti la Borsa, in pieno centro, sono state occupate da ca. 2000 persone per un pic-nic di protesta.È il secondo anno consecutivo che viene effettuata tale manifestazione dal titolo “Pic-Nic the Streets”, a favore di una pedonalizzazione dell’area. Non sono mancati prati artificiali, concerti improvvisati, fiori finti e tanta allegria. Uno studio per la risistemazione dell’area è già stato chiesto dal sindaco ma evidentemente non è tra le sue priorità. I partecipanti, riunitisi anche grazie ad un passaparola su Facebook, chiedono pure una maggiore partecipazione dei cittadini nelle decisioni di urbanistica.

Maxime, un porta-voce del gruppo Facebook, ha dichiarato che intendono continuerà fini all’ottenimento degli obiettivi promessi: – Riteniamo che i nostri picnic abbiano contribuito ad introdurre la pedonalizzazione nell’agenda comunale. Chiediamo che la popolazione venga consultata e che già quest’estate delle intere giornate senz’auto vengano testate alla Borsa.” Mentre già si programma il prossimo picnic, tra un anno, per verificare gli avanzamenti del progetto.

In un articolo che precede l’evento, il sindaco ha giudicato “superflua” questa protesta, suggerendo ai manifestanti di spostarsi verso altri comuni della regione (N.d.A. La città di Brussel occupa solo uno dei 19 comuni in cui è divisa l’omonima regione), visto che la questione è già in esame in Comune. L’anno scorso la medesima iniziativa aveva coinvolto anche qualche politico locale, in pieno periodo pre-elettorale, ma quest’anno la situazione diversa, visto l’impegno in prima persona del sindaco per realizzare (forse) una Piazza della Borsa. Allora perché manifestare comunque? Gli organizzatori rispondono: perché la gestione della città merita di essere rivista con l’aumento degli spazi pubblici e perché pedoni e ciclisti vengano seriamente presi in considerazione. La Piazza della Borsa è storicamente diventato un luogo d’aggregazione simbolico, nonostante sia delimitato da quattro strade trafficate ed il pedone sia perso tra fioriere, segnali e pubblicità.

picnic2La domanda allora è perché questa tranquilla manifestazione debba passare attraverso la disobbedienza civile, ossia senza aver chiesto l’autorizzazione alle autorità e facendo infuriare l’automobilista poco informato. Sinceramente, la risposta sognante degli intervistati mi ha convinto ben poco, ma sulla linea generale sono pienamente d’accordo e se fossi stata in salute sarei andata pure io con una coperta e dei panini. Questa città è piena di marciapiedi dissestati su cui inciampo frequentemente mentre le piste ciclabili sono da cercarsi con la lanterna! Non basta incrementare le corse dei tram (vedi trasformare la linea bus 71 in tram) o le stazioni villo (bici a noleggio), l’attenzione all’ecologia e alla bellezza di una città si vedono dalle piccole cose. Un bel salto rispetto a Vienna ove il ciclista è il vero padrone della strada, seguito dai pedoni, i mezzi pubblici e solo in coda le auto.

*Sicuramente stupirà leggere questa versione del nome della capitare europea, nota in Italia con la grafia francofona Bruxelles. Non voglio entrare nelle polemiche tra Valloni e Fiamminghi, ma credo che la versione fiamminga sia più vicina alla pronuncia italiana, oltre che più semplice da scrivere, quindi ho deciso di adottarla, anche per ricordare che la Regione Brussel si trova interamente entro le Fiandre e la città è ufficialmente bilingue.

Lidia Pittarello

Leggi anche: Stage a Bruxelles

Apologia di Bruxelles

Da “Le Soir”
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