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Polli da spennare (nota a margine dell’Europeade)

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Eccoci qua, siamo alle solite. Un pezzo d’Europa si trasferisce a Padova dando a questa città un tocco internazionale, e noi che facciamo? alziamo i prezzi per spennare gli stranieri. Loro, che come noi stanno pagando la crisi sulle loro tasche, se ne accorgono e se ne vanno. Succede all’ombra di quel Sant’Antonio conosciuto in tutto il mondo, dove fino a domenica i ballerini e musicisti folk dal Portogallo alla Lettonia hanno invaso i quartieri e le piazze della città, che altrimenti sarebbe stata vuota e desolante come sempre accade in questa fase dell’anno.

L’evento è l’Europeade 2012, talmente bello che non sembrava nemmeno vero: erano in 4000, una botta di allegria e musica. E’ stato tutto perfetto, fino alla fine: il Comune ha speso un bel po’ di soldi per organizzare tutto, gli alberghi in zona fiera, di solito frequentati da manager in gessato (e anche un po’ ingessati), erano colorati di ragazzi con violini, flauti e chitarre. Ma alla fine si scopre che questi stranieri, che vivono il mondo forse un po’ più degli italiani, decidono di scapparsene via perché questa città è troppo cara. Il Comune viene allertato, i vigili escono per verificare che qualcuno non abbia fatto il furbo.

Come il “misterioso” barista che è riuscito a far lievitare un’acqua tonica: al mattino costava 3 euro, alla sera l’ha fatta pagare 7 euro.  Irlandesi, spagnoli, portoghesi e greci, che stanno ben attenti al portafogli e se ne sono accorti, e siccome “accà nisciuno è fesso”,  come direbbero a Napoli, hanno alzato la manina e hanno detto: “Sapete che c’è? ce ne andiamo”. Ringraziamo quindi il magico barista per questa bella figura. Insomma avevamo un pezzettino di Europa qui, era una possibilità, magari piccola, di mostrarci per come siamo, lontani dai meccanismi delle città meta dei turisti come Venezia, Firenze, Roma, dove un bidone o una patacca magari te lo aspetti… e invece ne siamo usciti con la classica figura da italiani. Magari i vigili del Comune non troveranno il barista magico dell’acqua tonica… che negherà fino alla morte. Ma l’hanno trovato gli stranieri, e questo, alla fine dei giochi, è ben più grave.

Roberta Polese

Sull’Europeade che si è svolta a Padova in questi giorni (e che non ho potuto vedere) segnalo due punti di vista diametralmente opposti: quello di Alberto Gottardo (riassumo: “una cagata pazzesca”) e quello del sindaco Flavio Zanonato (lu.b.)

6 comments

  1. Ma… chi scrive è stata a Padova in quei giorni o le notizie le ha prese da un depliant e da due articoli del mattino? Perchè non vedo traccia del vuoto cosmico attorno a performance di una tristezza rara, le comitive uccise dal caldo che, pur di trovare qualcuno che se li filasse, suonavano davanti a chiunque li guardasse. Insomma uno spettacolo costoso e degradante.

    1. Risponderà l’autrice, ma mi pare di capire che ci siano state due Europeade: quella decentrata nei quartieri, poco frequentata e un po’ fuori posto, e quella di Prato della Valle, che ha riscosso un grande successo ed è stata molto apprezzata

  2. Lo stato poe alzare e tasse, inventarne de nove, far pagar e acixe pa a guera de abissinia e on poro barista (a cagata pazzesca ea gà pagada anca iù co e so tasse) nol podaria alsare i pressi?

  3. Non è mia abitudine scrivere di cose che non so o che non ho visto. Effettivamente il decentramento nei quartieri è stato parecchio triste, non credo che la colpa sia della gente o della cattiva informazione, semplicemente il giovedì mattina o pomeriggio i padovani hanno da fare, lavora, non hanno tempo. La prossima volta si potrà correggere il tiro. Ma nel week-end c’è stato un bel coinvolgimento, certo, non è il FestivalShow. E meno male.

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