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Prima i diritti umani, prima le persone: appello a Renzi

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renzi“Porre la rotta nella direzione dei diritti umani” ci piace proprio come proposito. E questi giorni, fatti di notizie luttuose, sbarchi e ancora morti, troppi morti, ci richiamano ad ad essere ancora più partecipi, attenti. Quindi AND accoglie e pubblica molto volentieri l’appello di Amnesty International al premier Matteo Renzi sulle priorità del semestre di presidenza italiana in Europa.

Alla vigilia dell’assunzione della presidenza semestrale dell’Unione europea, Amnesty International ha sollecitato l’Italia a cogliere l’occasione per mostrare leadership e porre la rotta dell’Unione europea (Ue) nella direzione dei diritti umani, mettendo le persone prima della politica. Nelle sue “Raccomandazioni alla presidenza italiana dell’Unione europea”, Amnesty International ha chiesto all’Italia di assicurare che l’Ue sviluppi una strategia interna sui diritti umani che ne contrasti le violazioni, sia all’interno delle frontiere che all’esterno.  “Esiste una profonda dicotomia tra l’aspirazione dell’Ue a promuovere i diritti umani a livello globale e la realtà delle violazioni dei diritti umani negli stati membri” – ha dichiarato Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia, presentando oggi a Roma le “Raccomandazioni alla presidenza italiana dell’Unione europea“. “La discriminazione e la violenza contro i rifugiati, i migranti, le comunità rom, le persone Lgbti (lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate) e le donne continuano a essere diffuse. È ora di cambiare” – ha aggiunto Gianni Rufini, direttore generale di Amnesty International Italia. Nel promuovere una strategia complessiva dell’Ue sui diritti umani, la presidenza italiana può gettare le basi per lo sviluppo di azioni proattive e di protezione in grado di affrontare le pressanti sfide interne sui diritti umani e di assicurare che gli stati membri rispettino nel loro territorio gli obblighi sui diritti umani. Questa strategia consentirebbe inoltre di identificare e superare le lacune esistenti nella protezione dei diritti umani e di valutare l’azione dell’Ue in tale ambito. Una strategia interna sui diritti umani può essere adottata e applicata attraverso l’azione collettiva e il sostegno di tutti gli attori dell’Ue e degli stati membri. Insieme ai nuovi parlamentari europei, alla nuova Commissione europea che entrerà in funzione nel corso dell’anno e con l’avvio dei lavori degli stati membri sulle Linee guida strategiche destinate a delineare l’azione nel campo della libertà, della sicurezza e della giustizia, la presidenza italiana dovrebbe lavorare per assicurare che i diritti umani saranno al centro di tutte le politiche dell’Ue. In particolare, Amnesty International ha sollecitato la presidenza italiana ad avviare un profondo cambiamento nelle politiche e nelle prassi in materia d’immigrazione e asilo. L’Italia ha mostrato che esistono approcci alternativi, soprattutto per ciò che concerne le ricerche e il soccorso, con l’operazione Mare nostrum. Ma l’Italia non può salvare le vite da sola. “Mentre l’Europa erige barriere più alte nel tentativo di tenere fuori migranti e rifugiati, in mare si perdono vite umane. L’Italia conosce troppo bene i pericoli insiti nel voltare le spalle alla realtà dell’immigrazione. Speriamo che, con la sua esperienza in materia, la presidenza italiana sia in grado di riuscire dove altri hanno fallito e di assicurare un approccio basato sulla protezione più che sulla sicurezza nella gestione dell’immigrazione, per rispettare i diritti umani e salvare vite umane” – ha aggiunto Rufini. Da questo punto di vista, Amnesty International ha sollecitato la presidenza italiana a fare pressioni affinché sia intrapreso uno sforzo congiunto per incrementare le capacità di ricerca e soccorso e istituire vie sicure in modo che coloro che fuggono dalla violenza e dalla persecuzione non siano costretti a compiere viaggi pericolosi e affinché cessi la delega dei controlli sull’immigrazione a paesi terzi in cui la situazione dei diritti umani è deplorevole. La presidenza italiana ha inoltre l’occasione di assicurare che l’Ue adempia ai suoi obblighi in materia di diritti umani nel suo territorio, tra l’altro:

 – sollecitando un’esauriente legislazione anti-discriminazione e un approccio più solido al contrasto e al perseguimento dei crimini d’odio, per proteggere le persone da ogni forma di discriminazione e di violenza;
– reagire con urgenza alle violazioni dei diritti umani delle comunità rom, tra cui i crimini d’odio, gli sgomberi forzati, la discriminazione scolastica e abitativa e la retorica discriminatoria da parte dei pubblici ufficiali. La presidenza italiana dovrebbe esercitare pressioni sugli stati membri affinché rispettino la Direttiva sull’uguaglianza razziale. L’Italia dovrebbe dare l’esempio, soprattutto per ciò che riguarda gli sgomberi forzati e l’accesso agli alloggi pubblici;
– sollecitando gli stati membri a dare concretezza al loro impegno a combattere la violenza contro le donne attraverso una strategia complessiva in materia. Gli stati membri dovrebbero essere anche chiamati a dotare di risorse efficaci l’attuazione della Comunicazione della Commissione “Verso l’eliminazione delle mutilazioni dei genitali femminili”.

Accanto alle richieste relative ai diritti umani all’interno dell’Ue, le Raccomandazioni di Amnesty International sottolineano la necessità che l’Ue assicuri di continuare a promuovere e sostenere i diritti umani oltre le sue frontiere, in tutte le aree della politica e dell’azione esterna e nei rapporti con tutti i paesi. Ciò significa, tra l’altro, rafforzare l’efficacia dell’azione dell’Ue e degli stati membri per prevenire e reagire alla tortura su scala mondiale, come previsto dagli Orientamenti sulla tortura e dal Regolamento sugli strumenti di tortura (che sottopone a controllo i trasferimenti a paesi terzi di merci che potrebbero essere usate per compiere torture o altri maltrattamenti e per eseguire condanne a morte). Allo stesso tempo, la presidenza dovrebbe collaborare col Servizio europeo per l’azione esterna, le sue delegazioni e le ambasciate degli stati membri, per dare sostegno e protezione ai difensori dei diritti umani e alle loro fondamentali attività. Di fronte alla sofferenza causata dalle violazioni dei diritti umani in ogni parte del mondo, Amnesty International ha fortemente sollecitato la presidenza italiana ad assicurare che l’Ue mostri leadership e s’impegni concretamente su 11 casi di persone in pericolo, in Europa e in altre parti del mondo. “L’Italia ha l’occasione di assicurare un nuovo avvio per i diritti umani tanto all’interno dell’Ue quanto oltre le sue frontiere. La presidenza italiana dovrà lavorare insieme ai leader dell’Ue per reagire sollecitamente alle sfide poste ai diritti umani al suo interno, alle sue frontiere e a livello globale. Collettivamente, i leader europei dovranno usare i loro nuovi mandati per rielaborare le agende, impegnarsi di nuovo rispetto a promesse su cui si è temporeggiato e assicurare che il rispetto dei diritti umani sia il fondamento di tutte le politiche e le prassi dell’Ue”- ha concluso Marchesi.

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