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Radio Colonia, da 50 anni la Germania che parla italiano

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di Valerio Bassan

La storia dell’informazione ci informa sulla storia di una nazione. No, non è un gioco di parole, uno scioglilingua: è la verità. Il giornalismo si intreccia con gli avvenimenti e gli sconvolgimenti storici, ne è specchio ed espressione. Anche in Germania. Qui, per esempio, per raccontare la storia dell’informazione italiana, è inevitabile toccare l’argomento guerra fredda. Bisogna tornare a cinquantuno anni fa, in un Paese appena diviso in due dal Muro. A quel tempo, in terra tedesca si era radicata una folta comunità italiana, formata dai Gastarbeiter, i lavoratori ospiti, operai giunti qui per supplire alla mancanza di manodopera di cui soffriva l’industria della Repubblica Federale. La loro formazione scolastica era basilare, quasi nessuno parlava il tedesco.

Nel tempo libero, quindi, molti di loro sintonizzavano le proprie apparecchiature sull’emittente comunista Radio Praga, l’unica ad offrire una programmazione in lingua italiana. Per contrastare questo monopolio, nel 1961, il governo di Bonn decise di istituire degli spazi in italiano nei palinsesti delle radio pubbliche dei diversi Länder, con contenuti alternativi alla programmazione “rossa” di Radio Praga. In quell’anno, nel giro di poche settimane l’uno dall’altro, il “Saarländischer Rundfunk” di Saarbrücken, il “Bayerischer Rundfunk” (BR) di Monaco ed il “Westdeutscher Rundfunk” (WDR) di Colonia iniziarono a trasmettere dei programmi in lingua italiana. L’ampliamento dell’offerta dell’informazione italiana in Germania coincise, quindi, con la costruzione del Muro di Berlino e con l’acuirsi della Guerra fredda.

Oggi di tutti quei programmi – e di altri, che si aggiunsero col tempo – resta attivo solo Radio Colonia, inserito nella programmazione di Funkhaus Europa, il programma radiofonico della WDR creato appositamente per favorire la convivenza e l’integrazione degli stranieri nel Nordreno-Vestfalia. Il programma va in onda dal lunedì al venerdì tra le 19 e le 20 ed offre interviste, approfondimenti e tanta musica (italiana, ovviamente). L’emittente si può ascoltare in Fm su queste frequenze: a Berlino 96,3, a Brema 96,7, nel NRW 103,3, oltre che in streaming e podcast sul sito ufficiale. «La nostra è una piccola redazione», spiega Tommaso Pedicini, dal 2009 caporedattore del programma. «A tempo pieno ci lavoriamo in quattro, tre giornalisti ed un segretario. Poi abbiamo una ventina di collaboratori sparsi tra Colonia, Berlino e altre città in Germania e in Italia. Siamo completamente indipendenti dalle istituzioni italiane, non riceviamo alcun tipo di finanziamento. Siamo a tutti gli effetti un ente pubblico tedesco».

Leggi tutto l’articolo di Valerio Bassan su IlMitte.com

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