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Resistenza e tradizione: la Kuffiya

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Se giri per i vari mercati del medio oriente, è difficile trovare un uomo di una certa età senza il suo copricapo in testa. Questo classico indumento si chiama ‘kuffiya’, ed è il classico e tradizionale  copricapo maschile della cultura araba Mediorientale. Viene anche comunemente chiamato “hatta” oppure “shemagh” ed è indossato soltanto dagli  uomini.  Questo tipo di indumento è di fondamentale importanza e viene tramandato da generazione in generazione da secoli.

Lo scopo fondamentale e primario di questo indumento, era la protezione dal sole, dalle tempeste, dal freddo della notte; infatti difficilmente si poteva vedere un uomo andare a zappare la terra, o raccogliere il grano, o anche semplicemente in giro per la strada, senza coprirsi la testa.. come l’utilizzo del capello in Europa.

Tipicamente la kuffiya è un tessuto di stoffa dalla forma quadrata, ed il materiale con cui viene realizzata può essere cotone o lana, tutto dipende dalla stagione in cui indossato (estiva o invernale).  Ci sono 3 tipi o modelli comunemente diffusi. La si può trovare sia a scacchi bianca e nera, sia a scacchi bianca e rossa, oppure tinta unita bianca. La differenza dei modelli dipende dalla regione di appartenenza dell’indossatore.

Come indossare un kuffiya?

La kuffiya può essere indossata in vari modi, dipendentemente dall’occasione o da che cosa si sta facendo. Ad esempio, il metodo classico consiste nel ripiegare a triangolo la kuffiya, appoggiarla sulla testa, prendere i due punti estremi che cadono sopra le spalle e ripiegare di nuovo, portando il lato piegato sulla testa. Spesso la kuffiya viene accompagnata dall’egal, che è una specie di corda tonda nera di cotone intrecciato, utile per fermare o bloccare la kuffiya sulla testa.

La storia e il ruolo kuffiya in resistenza.

La  kuffiya  negli anni ha svolto un ruolo molto importante sia dal punto di vista  patrimoniale, sia dal punto di vista della Resistenza: infatti,  ha svolto un ruolo importante nella storia sin dagli anni trenta, contro l’oppressione del mandato britannico. In Palestina era diventato simbolo di patriottismo, adottato da molti palestinesi delle zone rurali contro il fez, il copricapo cilindrico rosso indossato dai turchi, che veniva invece indossato nelle aree urbane. Durante la Grande Rivolta Araba, l’esercito britannico ha emesso un mandato che dava il diritto di imprigionare chiunque indossasse la kuffiya, in quanto erano ritenuti rivoluzionari al sostegno del Gran Mufti Amin Al Hussaini.

 

 

Ai giorni d’oggi la kuffiya ha guadagnato ancora più popolarità tra attivisti, pacifisti e gente comune, fino a diventare un simbolo di lotta universale contro l’occupazione Israeliana, grazie al leader palestinese Yasser Arafat, che ha adottato questo indumento come simbolo di identità palestinese e di resistenza. La storia quindi vede la kuffiya vivere una lenta e progressiva trasformazione nel suo simbolismo, inzialmente utilizzata come puro indumento personale, passata di padre in figlio, per tramandare il bagaglio di cultura e di tradizione tra le generazioni, fino ai giorni d’oggi, divenuta simbolo di resistenza e solidarietà con il popolo palestinese, per la difesa della sua terra ed il suo patrimonio.

 

 

Fatima Abbadi

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