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Ricordare Bologna

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Dopo il ricordo dal cuore, della strage,  (qua) riproponiamo un’altra memoria.

Per me la strage di Bologna sono un filmato e una canzone. Un filmato che Blob su RaiTre trasmetteva spesso: i soccorsi, Bologna che corre alla stazione squarciata, incredula e si rimbocca le mani per scavare e soccorrere i feriti.

Una reazione istantanea, piena di dolore e senso civico. E poi una canzone dei Massimo Volume, “la notte dell’11 ottobre”. Il riferimento non è diretto, è un’associazione che ho sempre fatto – a livello personale – tra l’incubo descritto da Emidio Clementi e quella notte che squassò Bologna

Improvvisamente stanotte
la stanza s’è riempita dei miei amici d’infanzia
Ognuno di loro teneva con una mano
quello che restava dell’altro braccio
amputato fino al gomito
Immobili
tenevano lo sguardo rivolto verso il soffitto
la bocca spalancata
Qualcosa in quella scena sembrava accusarmi
Sono io la causa di tutto questo?
Ho avuto paura e ho cercato numeri di telefono
ma le cifre sbiadivano sotto i miei occhi
e ogni numero era occupato
e ogni numero era sbagliato
Nudo
ho premuto il mio corpo contro il vetro della finestra
affacciata su troppa notte
credendo che tutto questo non avrebbe mai avuto fine
Bologna
la notte dell’11 ottobre

Per il resto, ricordare e cercare. Ancora. Perché la verità su quella strage ancora non c’è

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