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Aggiornamenti dal nostro inviato sul fronte della guerra all’alcol e degli incidenti in metropolitana. Amici ascoltatori, diciassette gli aspiranti passeggeri che lo scorso anno sono caduti involontariamente sui binari, la quasi totalità dei quali sotto l’effetto di sostanze imbriaganti. Un’esperienza elettrizzante, altro che doccia fredda o caffettino, che sembra ti faccia passare la sbronza in un batter d’occhio, un batter d’occhio che potrebbe benissimo essere il tuo ultimo.

Ad avvisarti di tale effetto indesiderato è il solito cartellone sul binario, formato 100×70. Sono io o c’è dell’ironia in tutto questo, dico nei quattro pannelli pubblicitari sei metri per tre che ti ammiccano proprio di fronte: prova la nuova vodka al mirtillo, rinfrèscati con la vecchia buona birra belga o perché no, quella australiana, e mi raccomando non dimenticare la tradizione distillifera del Tennessee. Ovviamente con moderazione, e responsabilmente, seguendo l’esempio di Eric Joyce, responsabile parlamentare della sinistra moderata, che la scorsa settimana ha preso a testate e pacche sul muso alcuni esponenti conservatori in un bar della Camera.

Un atto imperdonabile dicono, con l’attenuante tuttavia dell’elevato tasso alcolico. Forse volevano dire aggravante, ma sicuramente no. Ora ti lascio, sto in ufficio, il mio capo è appena tornato dalla pausa pranzo: se n’è andato al pub, scolate due pinte (un litro) di Guinness a stomaco vuoto e ora è pronto per la riunione-pennica del lunedì pomeriggio.

Davide Miozzi

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