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Romania, fallisce il referendum per l'impeachment del presidente Traian Băsescu

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Per la seconda volta in cinque anni il presidente Basescu si salva dall’impeachment grazie alla mancanza di quorum. Ormai i risultati del referendum sono ufficiali. Ieri 29 luglio, secondo i dati comunicati dall’Ufficio Elettorale Centrale, si sono presentati alle urne 46,13% degli aventi diritto, non sufficienti per raggiungere il quorum richiesto per validare il referendum. Il braccio di ferro tra il governo Ponta e il presidente Basescu finisce quindi con la vittoria di quest’ ultimo.

Ma nonostante il risultato sia chiaro, la maggioranza di governo fatica ad accettarlo, profilandosi un difficile periodo di coabitazione con il presidente riconfermato, che potrebbe protrarsi anche dopo le elezioni politiche previste per il prossimo novembre. Già l’esecutivo nella procedura di impeachment aveva azionato ai limiti della costituzione con il disappunto di tutta l’Europa. In più neanche il presidente Basescu non ha esitato di forzare i limiti dei suoi poteri costituzionali, causando violenti protesti di piazza durante l’inverno scorso. Se come non fossero state sufficiente la crisi economica e le dure misure di austerità, la lotta politica ha travolto le istituzioni, mettendo in pericolo l’equilibrio costituzionale e le strutture democratiche dello stato.

In più guardare i dati, risulta chiaramente una spaccatura del paese tra le provincie storiche-Valacchia e Muntenia- largamente a favore del governo Ponta e la Transilvania, dove la popolazione ha seguito il consiglio del presidente Basescu di boicottare il referendum. Le provincie transilvane a maggioranza ungherese – Harghita e Covasna- hanno avuto il tasso più basso di partecipazione in assoluto, sotto il 10%.

Il conflitto politico ha coinvolto anche le chiese storiche nazionali, aggiungendo nuove tensioni all’ interno della società. Il capo della chiesa cattolica, l’arcivescovo Ioan Robu, è sceso pesantemente in campo chiedendo ai suoi seguaci di non presentarsi al referendum.

Al di là del risultato del referendum, lo scontro tra il governo e il presidente non giova al paese alle prese con una forte crisi economica e sociale, dilaniato dalla corruzione e che fatica a raggiungere gli standard europei.

Il problema di fondo rimane la mancanza di valori e principi democratici condivisi da tutti gli attori politici. I tentativi di modellare le leggi fondamentali e le istituzioni secondo gli interessi di parte hanno causato un indebolimento dello stato e un forte ritardo nella transizione verso la democrazia.

Teodor Amarandei

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