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Satellite scopre strada petrollifera illegale nel cuore dell'Amazzonia

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vehiculos21Utilizzare l’investigazione geografica via satellite per scovare chi devasta l’ambiente. Un gruppo di quattro ricercatori (tre dell’Università di Padova e uno dell’Amazon Conservation Association) hanno analizzato immagini satellitari ad alta risoluzione rilevando che all’interno del Parco Nazionale Yasuni in Ecuador è stata aperta una nuova strada da parte della compagnia petrolifera statale Petroamazonas.

La strada entra per 20 km nella zona più profonda e incontaminata del Parco dello Yasuni, uno dei luoghi con la più alta biodiversità della terra, e si avvicina alla Zona Intangibile Tagaeri Taromenane riservata con una decreto del 2007 per ospitare i popoli indigeni non contattati.

Nel corso della conferenza scientifica tenutasi a Quito il 4 giugno 2014 presso l’Università Andina Simon Bolivar sono stati presentati i risultati della ricerca:
1 – la nuova strada si espande per 20 km dentro al parco e per circa altri 20 km fuori dai confini del parco, dentro la zona di transizione che costituisce la Riserva della Biosfera dello Yasuni riconosciuta dall’UNESCO nel 1989;
2 – la strada ha una carreggiata di 4 m di larghezza che permette comodamente il transito di un veicolo pesante a 18 ruote e piazzole per permettere la circolazione nel caso di incrocio tra veicoli;
5 – scientificamente riteniamo che il concetto di “sentiero ecologico” – termine preteso da costruttori, committenti e amministratori – non si possa applicare ad una struttura di questo tipo: si tratta di una strada che presenta circolazione di veicoli, strutture notevoli (un ponte bailey, numerosi sottopassi a condotte portanti) inoltre molte sezioni sono costruite in rilevato o in spianamento;
3 – per costruire una strada di 4 m di carreggiata è stata disboscata una fascia con una larghezza media di 26 m quando lo studio di impatto ambientale aveva previsto un Diritto di Via di 10 m, eccezionalmente e solo localmente consentito a 15 m;
4 – per determinare la larghezza della fascia deforestata sono state realizzate misure ogni 10 m lungo il “sentiero ecologico” e si è rilevato che all’interno del parco il 94% delle misure è superiore ai 15 m di larghezza;
5 – All’interno del parco per la costruzione della strada e la realizzazione delle piattaforme per l’attività di estrazione del petrolio sono stati disboscati 63,6 ha di foresta primaria contro i 47,33 dichiarati da un documento ufficiale presentato nel settembre 2013 alla Assemblea Nazionale.

La compagnia statale Petroamazonas continua a dichiarare che non esiste una strada, ma un sentiero ecologico di 4 metri all’interno di un diritto di via di 10 m utilizzato sia come asse stradale che per la posa dell’oleodotto.
Il Ministero dell’Ambiente ribadisce che si tratta solo di sentiero ecologico e che il Diritto di Via si è mantenuto con una larghezza di 10 m e solo eccezionalmente risulta più largo, inoltre sarebbe troppo presto per esprimere un giudizio sulla larghezza in quanto si dovrebbe attendere la riforestazione.
Sabato 14 giugno 2014 nel corso del programma settimanale La Sabatina (Enlace Ciudadano, 2h41′), tenuto dal Presidente della Repubblica Rafael Correa, si è dichiarato che non esistono strade larghe 26 m nello Yasuni, però non sono state mostrate immagini messe a disposizione dalla ricerca,e l’argomento è stato sostenuto con immagini e paragoni relative alle strade della capitale Quito.
Stampa, radio e televisioni dell’Ecuador stanno seguendo con interesse la questione. A livello internazionale sono apparsi tre articoli che hanno presentato la ricerca: The Ecologist, The Guardian e Mongabay.com.

2. Gli Autori

Salvatore Eugenio Pappalardo, PhD in geografia umana e fisica. Specialista in analisi GIS e conservazione della biodiverstà. Attualmente assegnista di ricerca post dottorale al Dipartimento di Agronomia, Animali, Alimenti Risorse Naturali e Ambiente. Dal 2005 svolge ricerche sulle tematiche: “Yasuní: conflictos, mapas y territorio”.

Massimo De Marchi, PhD in Società e ambiente, lavora sulle problematiche ambientali dell’Amazzonia di Brasile ed Ecuador dal 1988. Docente di Metodi di Valutazione Ambientale e di Ecologia e legislazione ambientale, ricercatore presso il Dipartimento di Ingegneria civile Edile e Ambientale. Si occupa di processi partecipativi e gestione di conflitti ambientali in territori complessi ad elevata diversità biologica e culturale.

Francesco Ferrarese, laurea in Lettere all’università di Padova con una tesi di geografia sul paesaggio carsico del Montello (Treviso) attraverso analisi GIS. Dal 2000 è tecnico GIS all’Università di Padova. Si occupa di analisi di dati geografici, specializzato in modelli digitali del terreno (DEM). Esperto di remote sensing ed analisi di immagini satellitari.

Matt Finer, PhD in Ecologia, lavora su tematiche ambientali dell’Amazzonia dal 2003. Ha pubblicato nove articoli scientifici sull’Amazzonia, 3 specificamente sullo Yasuni e 4 sulle tematiche dell’estrazione di idrocarburi. Ricercatore presso la Amazon Conservation Association.

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