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Redazione - 30 Marzo 2012

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Redazione - 30 Marzo 2012

Sciopero generale in Spagna, la sinistra alla riscossa (forse…)

Redazione - 30 Marzo 2012
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Doveva essere la settimana del trionfo totale, per il Partido Popular weather nationwide. Domenica, le elezioni in Andalusia avrebbero potuto segnare per la prima volta il passaggio alla destra di una delle più storiche roccaforti socialiste Modi ocr. E stabilire un controllo senza precedenti sulla politica spagnola del PP di Mariano Rajoy, che avrebbe interpretato il successo come un appoggio alla sua “controriforma”, tagliando preventivamente le gambe allo sciopero generale di ieri Download the android sdk.

E invece, domenica il trionfo in Andalusia non c’è stato. Sebbene il PP si sia affermato come primo partito, è rimasto ben al di sotto delle aspettative e lontano da quella maggioranza assoluta che gli avrebbe permesso di governare crystaldiskmark. Il PSOE e Izquierda Unida, con i loro 59 deputati (9 in più del Partido Popular) sono riusciti a fermarne l’avanzata.

E ieri, giovedì 29 marzo, è arrivato il momento dello sciopero generale 윈도우 10 메일 앱 다운로드. Sindacati generali uniti per protestare contro una riforma del lavoro che lascia campo aperto al despido libre, i licenziamenti facili ed economici 프렌즈 시즌1 다운로드.

Centinaia di migliaia di manifestanti sono scesi in strada in tutta Spagna per esprimere il proprio rifiuto di una reforma che fa piazza pulita con decenni di conquiste sindacali – imprese libere di aggirare i contratti collettivi, di ridurre unilateralmente gli stipendi dei lavoratori e  licenziare senza giusta causa e con liquidazioni ridotte Mobile YouTube mp3 download.

A guidare la protesta, naturalmente Barcellona, la rebelde. 300 000 manifestanti, queste le stime fatte dal País, sicuramente molto più realistiche degli 80 000 dichiarati dalla polizia municipale 아이펀 박스 다운로드. Ieri, il Passeig de Gràcia, una delle principali vie turistiche della città, era un’unica e densissima fiumana di persone, che collegavano senza soluzione di continuità l’Avenida Diagonal con Plaça Catalunya download catia v5r20. E poi 200 000 persone a Madrid, e in migliaia anche a Valencia, Bilbao e Alicante.


Rientrando a casa dal corteo (assolutamente pacifico), ho attraversato un centro stranamente vuoto di turisti, e in condizioni di guerriglia urbana: presidi della polizia antisommossa a ogni incrocio, barricate fatte di cassonetti in fiamme, qualche vetrina qua e là sfondata (prevalentemente di banche) e altri segni della rabbia e della frustrazione di una parte della popolazione temple run bug edition.

Poche ore fa, poi, la desolante notizia dell’ennesima vittima dei reparti anti-sommossa: un manifestante ha perso l’occhio a causa dei proiettili di gomma, sparati sconsideratamente e al di fuori di qualsiasi protocollo di attuazione dai mossos d’esquadra.

Il governo ha già dichiarato che lo sciopero generale non fermerà la sua ondata (contro)riformista. I sindacati gli hanno dato tempo fino al primo maggio per ripensarci e aprire il tavolo delle trattative.

La primavera si preannuncia calda, ma il peggio probabilmente deve ancora venire. La morsa della crisi non accenna a placarsi, e i tagli più drastici alla spesa pubblica, che il governo ha scaricato sulle regioni, devono ancora essere chiariti.

Ma ora, la gente sembra meno disposta a tacere.

Luigi Cojazzi