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Se l’imprenditore se ne va a Est

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Me ne vado a Est (Infinito Edizioni, 128 pp, 12 euro) è un volume unico nel suo genere. In una qualunque libreria si trovano libri sulla Cina, sull’India, sul Brasile, sulla Russia 윈도우10 다시 다운로드. Mai, però, un testo come questo, che sapesse dare una visione complessiva sull’Europa dell’Est e che avesse il coraggio e la capacità di raccontare le storie di coloro che hanno varcato l’ex Cortina di ferro” sql server 2016 developer. (Federico Ghizzoni, a.d. UniCredit).  Migliaia di imprenditori e cittadini italiani hanno lasciato il Belpaese per andare a vivere e a produrre a Est, nei Paesi dell’Europa orientale e balcanica un tempo oltrecortina 웹에서 비디오 다운로드. Me ne vado a Est racconta le storie di chi ce l’ha fatta e di chi non ce l’ha fatta – imprenditori e manager, calciatori e veline 홍련의 화살 다운로드. E, soprattutto, spiega le economie e i sistemi politici di questi Paesi con passione e semplicità, mettendo in evidenza luci e ombre di un processo che sta cambiando l’industria italiana e tutte le nostre vite 장미 의 이름 다운로드. Me ne vado a Est ci spiega che l’80 per cento delle imprese italiane attive nell’Europa dell’Est lavora principalmente in quattro Paesi: Romania, Polonia, Ungheria e Bulgaria 제우스 6 다운로드. Le aziende italiane con più di 2,5 milioni di euro di fatturato annuo attive in questi quattro Paesi sono 4.000 e rappresentano un quinto della presenza imprenditoriale italiana nel mondo ai 파일 뷰어. Sommando le aziende italiane attive in Serbia, Bosnia, Macedonia e altri Paesi, le cifre sono ancora più sorprendenti. Ancora più straordinario è il fatto che il numero di imprese italiane presenti nell’Europa dell’Est è quattro volte superiore a quello delle aziende, sempre italiane, attive in Cina 코요태 비상 다운로드.

 Se tenessimo conto anche delle piccole e piccolissime imprese, la proporzione sarebbe ancora più accentuata. Idem per l’import-export: importiamo dall’Europa orientale tre volte e mezzo quello che importiamo dalla Cina; esportiamo a Est un flusso di merci otto volte superiore a quello diretto verso il Dragone 달력 위젯 다운로드. Me ne vado a Est prova a colmare un grave vuoto di conoscenza e a tracciare un’analisi dei Paesi di destinazione e a spiegare le ragioni, le delusioni e le difficoltà che spingono a varcare la frontiera.    Con il patrocinio di Confindustria Balcani e East

 Gli Autori sono Matteo Ferrazzi (1975) e Matteo Tacconi (1978) Download the bank app. Ferrazzi è  laureato in Economia politica. È stato ricercatore a Bologna presso Prometeia e in seguito economista all’ufficio studi di Unicredit, dove ricopre ora una posizione manageriale. Giornalista, scrive su diverse testate. Ha partecipato come speaker a decine di conferenze internazionali sulle tematiche dell’Est Europa e ha scritto numerosi rapporti, contributi a libri e articoli. Vive tra Vienna, l’Est Europa e Milano.
Tacconi è giornalista indipendente. Scrive di Balcani, Europa centro-orientale e area russa. Scrive per diverse testate, tra cui Europa, Limes, East, Narcomafie, Popoli, Reset e Linkiesta. Ha all’attivo due libri: Kosovo, la storia, la guerra, il futuro e C’era una volta il Muro, viaggio nell’Europa ex comunista (Castelvecchi). Ha curato Narconomics, inchiesta a più mani sul narcotraffico internazionale (Lantana).