La mobilitazione Anti-Acta che a Berlino e dintorni ha portato in piazza oltre 100.000 persone ha contagiato anche Bolzano. Contro la prospettiva di una rete tenuta sotto controllo dagli internet provider per conto dell’industria cinematografica e musicale, che vuole difendere i contenuti tutelati da copyright, il 3 marzo pure davanti al municipio di Bolzano i giovani si sono radunati in protesta su invito, fra gli altri, degli Antifa di Merano.
L’Anti-Counterfeiting Trade Agreement (meglio noto come ACTA) è un accordo commerciale plurilaterale siglato a Tokyo il 26 gennaio 2012, che mira a dettare norme più efficaci contro la contraffazione e la pirateria informatica, per tutelare copyright, proprietà intellettuali e brevetti legati alla rete. In concreto, l’accordo potrebbe preludere a un impegno attivo degli Internet provider a garantire informazioni sui propri clienti alle case produttrici di musica, film e simili, in modo da controllare i contenuti consultati e scaricati da ogni singolo utente. Entro la fine di marzo la discussione dell’accordo approderà al parlamento europeo, che conta di dare disco verde al patto prima dell’autunno. Ma già Polonia, Repubblica Slovacca e Repubblica Ceca hanno fatto sapere di non essere disposte in nessun caso a firmarlo.
Oltre che a Bolzano, solo in pochissime altre città italiane (vale a dire a Roma, a Firenze e a Torino) l’opinione pubblica si è mobilitata per protestare dopo il protocollo, per un tema che in generale è passato perlopiù sottotraccia. Invece in Germania (cortei in 58 città) e in generale in Europa (55 cortei in Polonia, 45 in Francia e 39 in Romania) le manifestazioni sono state numerosissime e partecipatissime: si parla complessivamente di 200.000 partecipanti alle varie iniziative contro l’Acta.
Silvia Fabbi
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Silvia Fabbi Nata a Vicenza, ha lavorato come giornalista a Padova. Dal 2010 vive a Bolzano dove scrive per il Corriere dell’Alto Adige. Mail: silvia.fabbi@gmail.com





