Telefonano gli italiani in patria, rispondono gli italiani all’estero. Amazon.it, il portale e-commerce, ha un servizio clienti a Lisbona. Il call center è stato affidato alla multinazionale francese Teleperformance, che ha una sede in Portogallo. Nelle torri di uffici di Avenida 24 de julho, lungo il fiume Tejo, arrivano le telefonate dei clienti che acquistano dall’Italia.
In ottobre assumevano per diventare operatore del servizio clienti Amazon.it. Sono andato a uno dei colloqui di lavoro, dopo un’intervista telefonica via skype con l’agenzia che aveva pubblicato l’annuncio. L’appuntamento era stato fissato per le sei di sera, in modo da fare arrivare in tempo chi atterrava il giorno stesso all’aeroporto di Lisbona.
Arrivo in tram da Cais do Sodrè, dopo la discesa a piedi da Principe Real passando per l’Elevador da Bica (in mezzora avevo attraversato quasi mezza città). Eravamo cinque candidati all’ingresso del Customer care center, con un tesserino che ci aveva lasciato il custode. Un manager in completo ci ha accolti con un sorriso neutrale e le mani strette in tono rassicurante, da manuale della comunicazione, invitandoci a seguirlo per iniziare il colloquio.
Tre ore di test con simulazione delle mail e delle telefonate per i rimborsi, il cambio merce, la spedizione… l’intervista con il responsabile del reclutamento Risorse umane.
C’erano due settimane di formazione da seguire prima di essere assunti (retribuzione con il secondo stipendio). Se andava bene la prova, il primo contratto era di un mese e poi c’era l’eventuale rinnovo per altri sei. Lavoro su turni, dalle sette del mattino a mezzanotte. Tre ritardi consentiti al mese, quindici minuti per la pausa pranzo e per la cena. Possibilità di carriera. Prepararsi a coprire la mole di vendite natalizie e nuovi prodotti. Quattro euro l’ora di media. Quasi novecento euro al mese (mille con i turni).
ma.gal.
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Martino Galliolo (ma.gal) giornalista, vive a Lisbona.





