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Redazione - 10 aprile 2012

Dentro un “Cie” in Lussemburgo

Redazione - 10 aprile 2012

Si butta nel Tamigi e interrompe la sfida tra Oxford e Cambridge

Redazione - 10 aprile 2012
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L’annuale regata sul Tamigi, Oxford contro Cambridge, è uno degli eventi del calendario inglese che ancora conserva intatta quell’aura di mito, dei vecchi tempi in cui si era al centro del mondo, in cui si poteva guardare tutti dall’alto in basso, mostrare i propri muscoli di prestigio e tradizione, la supposta nobiltà d’animo che giustifica ogni colonialismo.

Bei tempi, di cui ora non restano che Gibilterra, la maleducazione all’estero e appunto due maniche di nerboruti upper class che se ne vanno a zonzo sul fiume, tra due rive di folla festante, bicchieri mai vuoti e allegria vestita come meglio può. Ho sempre trovato in qualche modo insensato l’accalcarsi per veder passare il Giro d’Italia, aspettare tutto quel tempo, poi veder sfrecciare una banda di sudati e ritornarsene a casa, figuriamoci quanto mi attraesse l’idea di sottostare allo stesso rituale per due barchette due là distanti, ma è cosa che va fatta almeno una volta nella vita, per poter dire d’aver vissuto a Londra, così eccomi anch’io occhio ansioso tra migliaia di occhi ansiosi.

Ed evidentemente dietro la mia scelta il destino aveva in serbo qualcosa, visto che proprio d’innanzi a me un mona in tuta s’è buttato in acqua, acqua… nel fango biologicamente scorretto del fiume, e s’è messo ad annaspare fino a sbarrare la strada agli sportivi in arrivo. Gara ferma, fischi e urla, arriva la pula in barca, lo raccoglie e si riparte da capo. Dice l’ha fatto per porre l’attenzione sulle disparità sociali, l’elitarismo e le altre menate, lui che dell’elite fa parte, a me, dal mio punto di vista privilegiato, sembra l’abbia fatto per porre l’attenzione su se stesso, ma non sta a me giudicare, ci penserà la polizia: esiste pure un reato per interruzione di eventi sportivi e il tizio si asciugherà in tribunale.

Per la cronaca, la gara è stata ripetuta, Oxford ha rotto un remo e Cambridge s’è aggiudicata la sfida, poi, mentre la nazione intera subiva i crampi di stomaco per il pranzo ritardato, uno dei perdenti s’è accasciato colto da malore, sembra che per gli sportivi sia la moda del momento. Studentelli di fragile costituzione, vuoi mettere i fratelli Abbagnale e Peppino di Capri?

Davide Miozzi

6 comments

  1. Ma perché uno che non sa niente di canottaggio deve dire male di una delle gare più belle al mondo??? Peppino di Capri non so chi sia, forse intendevi Peppiniello di CAPUA (nato a Salerno). Scrivi di altro, mi sa che è meglio.

    1. Dovrei forse perdere tempo a rispondere? Perché di canottaggio so ben poco, se non che é leggermente meno noioso da guardare di ciclismo e fondo, ma non é di questo che si parla qui, si parla d’Inghilterra, e di decadenza. E’ sempre un po’ triste sapere che al mondo c’é chi non conosce l’ironia, e se davvero non sai chi é Peppino di Capri, ti sei perso alcune delle piú belle pagine della storia della musica italiana.
      http://www.youtube.com/watch?v=7FQgXujVfBY

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