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Redazione - 6 Giugno 2012

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Su Nikolić, la Serbia, Srebrenica e la pancia…

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Secondo il neo-presidente della Repubblica di Serbia, Tomislav Nikolić, l’uccisione di 10.701 cittadini bosniaci di orientamento musulmano a Srebrenica tra l’11 e il 15 luglio 1995 “non è stata un genocidio” 푹 영화 다운로드.

Nikolić così si è espresso lo scorso 1° giugno a Podgorica, in Montenegro, ben sapendo che le sue parole avrebbero destato scarsa impressione all’estero ma avrebbero avuto una certa eco in patria Mammamia 2 ost download. Laddove Nikolić deve fare leva sulle pance e sull’odio per tenere alto il suo consenso.

Il signor Nikolić è un nazionalista, da sempre, e non ha mai provato neppure per un istante nella sua vita a nasconderlo 나루토vs블리치 다운로드. O a diventare un uomo democratico. Se esistesse ancora la Jugoslavia di Tito, sarebbe un fervente socialista abile nel farsi i fatti suoi e a coltivare la sua cerchia di potere helvetica neue 다운로드. Seguendo la “moda” est-europea post-1991, oggi Nikolić è invece un fervente e risoluto nazionalista, ovvero esattamente l’opposto di quel che sarebbe stato se ancora fosse vivo Tito initials 1st. Sono i testa coda della storia. Il rosso che diventa nero. In un Est che da vent’anni vota a destra, Nikolić è l’espressione di una destra rancorosa, assai poco colta per non dire ignorante, vendicativa, nagazionista, di pancia, incapace di fare i conti con i propri errori e orrori Infinite Staircase download. E con i propri abomini.

Srebrenica è stato un abominio quasi quanto lo è l’elezione di una persone come Nikolić in un Paese, la Serbia, che s’ostina a non voler fare i conti con i propri fantasmi, che sono tanti Unreal Engine 4. In questo la Serbia pare somigliare molto all’Italia. Sarà per questo che al capitalismo italiano piace tanto Belgrado…

Luca Leone

lucaleone.blogspot.com

Su Nikolic leggi anche: Nikolic e Srebrenica, il passato che non passa di Bruno Maran

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