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Le case-torre della Svanezia

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CASE-TORRE DELLA SVANEZIA, Georgia © by Fondazione Sella

Uno straordinario episodio dell’architettura “without architect”: le case-torre della Svanezia, nel versante georgiano della catena del Caucaso. La loro duplice funzione abitativa e difensiva ha origini antiche, ma è a partire dal secolo XII, all’epoca dell’invasione dei Mongoli, che questa tipologia si diffonde nelle comunità della Valle dell’Inguri. L’antichità degli edifici e l’alta qualità paesaggistica ne hanno determinato l’iscrizione nella World Heritage List dell’Unesco.

La Svanezia, regione già conosciuta nell’antichità come Colchide per la leggenda del Vello d’Oro e citata da Strabone nel I secolo d.C., è situata alle pendici dell’altissima catena montuosa del Grande Caucaso. Di difficile accessibilità, è stata preservata proprio a causa dell’isolamento che ha permesso di conservare villaggi medievali con le tipiche case a torre (Mestia, Ushguli e Latali). La caratteristica delle case svane è la torre, a pianta quadrangolare (5×5 m) con una forma piramidale tronca alta circa 25 m, solitamente a quattro piani, di cui solo l’ultimo ha delle piccole feritoie. Generalmente l’abitazione tradizionale della famiglia svana (denominata Machubi) è una grande costruzione su due piani. Il pianterreno è utilizzato per il bestiame, il primo piano per l’abitazione ed il fienile. In generale alla casa è annessa la torre. A volte le famiglie svane ragruppavano fino a trenta o persino cento membri. Possiamo ancora trovare queste enormi residenze nella comunità di Mulakhi, dove un muro alto tre metri circonda la zona residenziale del clan Kaldani.

Le case-torre della Svanezia verranno premiate domani a Verona al Museo di Castelvecchio in Verona con il premio“Architettura vernacolare”, nella dodicesima edizione dell’International Award Architecture in Stone.

Tra le altre opere premiate si segnala la Jacob-und-Wilhelm-Grimm-Zentrum di Berlino di Max Dudler, opera che riunisce in un unico edificio tutte le sedi bibliotecarie della Humboldt Universität di Berlino.

Jacob-und-Wilhelm-Grimm-Zentrum, Berlino, Germania, 2006/2009 © by Stefan Müller

 
 
 

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