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Sguardi di donne che ti si incollano addosso.

Quando arrivi a destinazione dopo un lungo viaggio, recuperi la valigia in aeroporto e inizi a guardarti attorno cercando ogni minimo dettaglio che possa ricordarti che finalmente sei lì e per qualche tempo “casa” sarà solo un qualcosa di kilometricamente più o meno distante.

Ricordo ancora le sensazioni che ho provato all’aeroporto di Doha, dove ho fatto scalo nel mio viaggio verso Dubai. La mia prima volta fuori dall’Europa, in un aeroporto, poche ore. Crocevia internazionale, dove però la maggior parte delle donne che sfioravano la mia traiettoria incerta erano velate. Chi completamente, di nero. Chi solo nel capo, monocromatico o in fantasia.

Fa parte della cultura islamica, nulla di nuovo, nulla di eclatante. Se non che in Italia è qualcosa di sempre più diffuso, ma raro.. mentre lì, è (quasi) la regola.

Perdendomi a guardarmi attorno, il tempo di scalo è trascorso rapidamente e nell’ultima ora di volo non ho fatto altro che pensare a cosa pensassero di me “vestita all’occidentale” le donne che mi guardavano aggirarmi smarrita alla ricerca del gate.

È stato un tuffo in un mare dalla pelle di dalmata. Macchie nere e bianche, corpi velati di donne arabe e carnagioni candide di giovani occidentali poco vestite. Una parte di me voleva coprirsi, all’altra piacevano quegli sguardi profondi e molto ben truccati di un fascino d’altri tempi. Nuotavo tra volti scoperti e coperti, immaginavo il caldo che può soffrire un corpo così soffocato sotto al sole.

Ho visto donne arabe guardare indignate la coscia scoperta di una turista russa al bancone di Starbucks. Ne ho viste altre con lo sguardo un po’ invidioso sui vestiti altri. Mille reazioni diverse ad un’imposizione (o scelta personale?) di nascondere la propria femminilità,  trasmesse con gli occhi e percepite anche da me, che spesso ero solo spettatrice.

Quanti sguardi di donne lanciano messaggi nei centri commerciali, quanti nei bar, quanti sulla spiaggia. Occhi che si arrabbiano, occhi che chiedono aiuto, occhi che sudano, occhi che osservano.

E così, nel viaggio di ritorno, ho capito il vero motivo per cui sono contraria  a quei lunghi abiti neri.

Una donna a cui lasci scoperti solo gli occhi, in realtà, è una donna nuda, non libera di provare ogni tipo di emozione che usualmente passa inosservata in mezzo ad una folla.  Perché la puoi guardare solo negli occhi, senza distrarti, e puoi coglierne ogni minimo segreto, ogni lacrima, ogni ruga.

Elena Griffante