Rubriche Varie 16 giugno 2012

Sguardi di donne che ti si incollano addosso.

Quando arrivi a destinazione dopo un lungo viaggio, recuperi la valigia in aeroporto e inizi a guardarti attorno cercando ogni minimo dettaglio che possa ricordarti che finalmente sei lì e per qualche tempo “casa” sarà solo un qualcosa di kilometricamente più o meno distante.

Ricordo ancora le sensazioni che ho provato all’aeroporto di Doha, dove ho fatto scalo nel mio viaggio verso Dubai. La mia prima volta fuori dall’Europa, in un aeroporto, poche ore. Crocevia internazionale, dove però la maggior parte delle donne che sfioravano la mia traiettoria incerta erano velate. Chi completamente, di nero. Chi solo nel capo, monocromatico o in fantasia.

Fa parte della cultura islamica, nulla di nuovo, nulla di eclatante. Se non che in Italia è qualcosa di sempre più diffuso, ma raro.. mentre lì, è (quasi) la regola.

Perdendomi a guardarmi attorno, il tempo di scalo è trascorso rapidamente e nell’ultima ora di volo non ho fatto altro che pensare a cosa pensassero di me “vestita all’occidentale” le donne che mi guardavano aggirarmi smarrita alla ricerca del gate.

È stato un tuffo in un mare dalla pelle di dalmata. Macchie nere e bianche, corpi velati di donne arabe e carnagioni candide di giovani occidentali poco vestite. Una parte di me voleva coprirsi, all’altra piacevano quegli sguardi profondi e molto ben truccati di un fascino d’altri tempi. Nuotavo tra volti scoperti e coperti, immaginavo il caldo che può soffrire un corpo così soffocato sotto al sole.

Ho visto donne arabe guardare indignate la coscia scoperta di una turista russa al bancone di Starbucks. Ne ho viste altre con lo sguardo un po’ invidioso sui vestiti altri. Mille reazioni diverse ad un’imposizione (o scelta personale?) di nascondere la propria femminilità,  trasmesse con gli occhi e percepite anche da me, che spesso ero solo spettatrice.

Quanti sguardi di donne lanciano messaggi nei centri commerciali, quanti nei bar, quanti sulla spiaggia. Occhi che si arrabbiano, occhi che chiedono aiuto, occhi che sudano, occhi che osservano.

E così, nel viaggio di ritorno, ho capito il vero motivo per cui sono contraria  a quei lunghi abiti neri.

Una donna a cui lasci scoperti solo gli occhi, in realtà, è una donna nuda, non libera di provare ogni tipo di emozione che usualmente passa inosservata in mezzo ad una folla.  Perché la puoi guardare solo negli occhi, senza distrarti, e puoi coglierne ogni minimo segreto, ogni lacrima, ogni ruga.

Elena Griffante





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Redazione

(22) Readers Comments

  1. Negli occhi la chiave dell’anima. Mi sono rivisto in alcuni tuoi pensieri. Bel testo.

    • Grazie, Nicola.

  2. Non condivido assolutamente, intanto perchè il vero velo integrale copre anche gli occhi (in mille modi!) che sono sicuramente una attrattiva della donna, (e certamente in un niqab nn ci sono occhi truccati da poter vedere, ma la gente ignorante confonde le pratiche dei paesi arabi con la religione (mondiale), beati dunque gli ignoranti?) ma nn è certo l’unica e non è certo quello che gli uomini guardano di più in una donna. La donna nuda è e rimane quella che non può coprirsi, quella che ha perso il suo senso del pudore e gira come comanda la moda, oggi il pancino di fuori, oggi le gambe, oggi il bikini, oggi il monokini, oggi qualsiasi cosa basta che sia scoperta così da poter essere ammirata e rimirata dagli uomini come piace a loro, e la donna, poverina, pensa di essere libera in questa condizione di inferiorità. Che tristezza!
    Io sono sempre per la libertà di vestirsi (e coprirsi) come ognuno ritiene meglio (cum grano salis, dunque nulla di opposto alla decenza), e quando ci si trova davanti a qualcosa che nn comprendiamo (ad esempio pensare che una donna coperta abbia più caldo di una scoperta, ma da quando? la pelle brucia quando sta al sole, nn quando è sotto ai vestiti, che rimangono ampi e sono leggeri proprio per essere coprenti ma nn soffocanti!) dovremmo cercare di imparare da chi è diverso, invece di rimanere trincerati sui nostri punti di vista usando come metro di giudizio quello che conosciamo grazie alla nostra società occidentale che ci ha rimbambito per bene con tante balle e ci impedisce di capire gli altri, suggerendo che i nostri valori siano i migliori (e da qui anche il nostro dovere morale di imporli agli altri).

    • Scoprirsi è prevalentemente una scelta, coprirsi lo è meno. È chiaro, comunque, che io abbia fatto riferimento al velo che lascia scoperti gli occhi. La riflessione è personale ed è nata da ciò che i miei occhi hanno visto in determinate occasioni che ho specificato. In nessun punto ho definito migliore la mia “cultura” e non mi permetterei mai. Ho solo condiviso il pensiero e se questo può far nascere un bello scambio di opinioni, mi fa solo piacere.

      • scoprirsi non è una scelta, è una imposizione sociale (percepita come normale) – e coprirsi è una scelta addirittura ostacolata nella nostra società moderna e anche nelle società arabe, dove oramai impera il modo occidentale di vivere le cose.

        Il velo è una protezione, non un ostacolo o una soppressione, il dire che si ‘teme il velo’ è solo il risultato del lavaggio del cervello che subiamo nella nostra società, una riflessione porta a chiedersi il perchè c’è un velo, perchè le donne vogliono indossarlo (dal punto di vista religioso, così come uno nn viene a guardare cosa fanno gli italiani per imparare di cristianesimo, è altrettanto sciocco pensare di guardare gli arabi per imparare l’islam), non ad un giudizio, che è peraltro fondato su presupposti sbagliati. Inoltre nn c’è bisogno di scrivere che la nostra cultura è superiore, ci basta imporci come abbiamo sempre fatto e come continuiamo a fare, ed appunto dalle tue parole il risultato di questa affermazione è, purtroppo, palese. Hai provato ad indossare il velo? hai provato a interessarti al motivo per cui c’è il velo? hai provato a parlare con le donne che scelgono di indossare il velo e non possono? Pensiamo a stephanie in belgio, la nostra società avanzata ci prende in giro, e noi stiamo contenti a guardare. Povera Italia, poveri noi.

        • Sembrerà una risposta scontata e sbrigativa, ma è tutta una questione di chiavi di lettura e punti di vista. Molte persone hanno capito il mio pensiero… anche persone di religione islamica. E per rispondere alle ultime domande: sì, ho provato a indossare il velo e ho parlato con donne che lo portano. Non ho mai parlato, però, con chi non lo porta e lo vorrebbe fare. Forse questo mi farebbe riflettere in altre direzioni.

          • tutte le persone di religione islamica che conosco io sono un bel po’ offese dal tuo articolo (e mi spiace, ma davanti ad una frase: temo il velo, c’è solo una chiave di lettura :) ), ma se tu per islamici intendi quelli che sono arabi e non conoscono nulla di islam allora beh.. capisco, e mi spiace che tu in primis non conosca (e non voglia nemmeno conoscere) l’islam. Contattami pure, sai quante persone conosco che vorrebbero portare il velo e non possono? troppe :( Ciao!

          • io sono una di quelle che vorrebbe metterlo e non può… poichè io ci tengo a metterlo voglio essere rispettata e credo che metterlo sia segno di una donna che sa farsi rispettare (ovviamente non intendo dire che per farsi rispettare bisogna metterlo ._.) ma credo sia un gesto importante… so l’origine del velo e trovo sia giustissima… non posso metterlo poichè ho la famiglia cristiana ma il mio pensiero non segue quello cristiano così non lo metto.. per ora dato che vivo con loro è così… ma a volte sento il bisogno di metterlo.. speriamo in futuro sarò più libera e potrò indossarlo senza avere pregiudizi altrui… inshallah <3

        • Ovviamente non hai capito niente dell’Islam e del perchè la donna credente musulmana si copre.
          Sai quante donne nel mondo che non sono musulmane vorrebbero coprire il loro corpo ma la società occidentale impone e vuole il bel corpo femminile esposto?
          Credo che tu ti sia solo osservata intorno e dato i tuoi pareri personali e le emozioni che ti suscitavano.
          Cosa vuoi dire con la frase: “Una donna a cui lasci scoperti solo gli occhi, in realtà, è una donna nuda, non libera di provare ogni tipo di emozione che usualmente passa inosservata in mezzo ad una folla.”?
          Dovreste cercare di ascoltare le persone per capirle, per capire la loro cultura e il loro credo.
          Chi è diverso non è necessariamente migliore.
          Ma se lo ascoltassi “il diverso” invece di arrivare a conclusioni e confutazioni stando sedute su una panchina pensando che “la donna più è nuda e più è libera” potresti capire perchè lui è cosi e tu sei in un altro modo.
          Io sinceramente da musulmano non mi ha fatto piacere leggerlo, si è trattato di un altro punto di vista sbagliato superficiale e ignorante riguardo al velo delle donne credenti; ed ho usato la parola CREDENTI E non MUSULMANE per farvi riflettere sul fatto che uno dei seguaci del profeta Gesù, S. PAOLO, invitò tutte le credenti a coprire la loro testa.

          • Mi dispiace che qualcuno si sia sentito offeso, io ho parlato di sensazioni personali… questo mio scritto non è legge! Inoltre tengo a precisare una cosa (e mi scuseranno i redattori del sito): il titolo non l’avevo scritto io, io NON TEMO il velo… e non avrei MAI usato tale verbo…

    • condivido pienamente :)

  3. Com’è facile lanciare sassi, massi e bombe e poi dire: non ho mica detto così era solo un mio pensiero personale…

    Strano che qualunque arabo credente e musulmano praticante legga queste sue parole e percepirle in modo negativo…

    O lei offende, allora le si potrebbe dare ragione in quanto ogni uno è libero di esprimersi e dire ciò che vuole…

    Oppure non sa scrivere e spiegarsi…

    Colga il bene da questo post e non solo ciò che v’è di negativo.

    Pace

    • Come rispondevo a Viviana, ho molti amici di religione islamica che hanno letto questo post e non si sono sentiti offesi. Non chiedo a loro di scrivere qua, se vorranno lo faranno da soli.
      Forse il mio modo di esprimermi è facilmente fraintendibile. Questo sì, me lo dicono in molti.
      Inoltre io stessa sono mezza araba e pur non essendo musulmana, non potrei mai offendere gli amici e i familiari che lo sono.
      Peace.

      • essere arabo non è sinonimo di essere musulmano. Concordo con Leone. Tutti i musulmani praticanti sono offesi dalle tue parole.

  4. Molto belle le tue ultime righe, nonchè il modo in cui lasci trapelare lo stupore, la curiosità e lo sguardo in un certo senso innocente di chi si trova per la prima volta in un contesto molto diverso da quello abituale.
    Le tue parole mi hanno fatto venire in mente alcune letture in cui si parlava di come diversi secoli fa le donne spagnole fossero costrette a coprirsi in questa stessa maniera, in alcuni casi essendo loro concesso un unico occhio scoperto! E di come poi questo tipo di abbigliamento (chiamato “tapado”) sia stato proibito perchè si riteneva che il lasciare scoperti gli occhi avrebbe dato adito a giochi maliziosi (esattamente quello che si era cercato di soffocare con la sua imposizione).

    • Ti ringrazio, Michela. Fa piacere sapere che ti siano arrivati “stupore, curiosità e sguardo innocente” (rielaboro le tue parole) perché erano maggiormente queste le sensazioni che avrei voluto trasmettere e che non sono arrivate a molti. Ognuno di noi ha un modo diverso di esprimere con la scrittura ciò che sente, nonché una personale chiave di lettura, quindi i “fraintendimenti” sono sempre possibili.
      Grazie, inoltre, di avermi aiutato, con il tuo commento, a spiegarlo… :-)

  5. Io ho avuto modo di approfondire l’Islàm nell’ambito di un corso all’università. Due-tre libri non basteranno mai a comprendere un’altra cultura, e su questo siamo tutti d’accordo.
    Però, durante questo corso, mi hanno insegnato a guardare le cose con una prospettiva diversa, ad analizzare (nei limiti del possibile) mille e più secoli della loro storia.

    Non ho mai provato ad indossare il velo, questo non significa che il tuo scritto non mi abbia lasciata perplessa.

    Non avrai detto “sono arrivata all’aeroporto e ho cominciato a strappare il velo di dosso a tutte perché per me è inconcepibile”, ma “temere” non è proprio l’approccio ottimale.
    Chi teme non ha voglia di conoscere.

    Non so se questo tuo scritto volesse essere un parere, ma vederlo in una sezione che si chiama “rubriche dal mondo” non aiuta di certo.

    La cultura islamica non è la mia e di conseguenza non posso né “giustificarla”, né posso permettermi di parlarne come se vivessi tutto questo in prima persona.

    Però non mi venga a dire che è tutta una questione di “capire le chiavi di lettura”, perché mi sembra che abbia toppato su tutta la linea.

    Niente di personale.

  6. Qualcuno mi spieghi perchè i musulmani dovrebbero sentirsi offesi da queste parole. Innanzitutto offendersi per un’opinione, tra l’altro espressa in modo garbato e non assoluto, è una reazione spropositata e anche un po’ miope, che non cerca il confronto ma impone solo un modo di concepire le cose vs. un altro. Poi, che il velo sia un’imposizione mi pare fuor di dubbio: tra le persone di osservanza islamica la donna è obbligata ad usare il velo. Protegge dal caldo? Sì, in climi con temperature elevate. Per questo i Tuareg si coprono completamente. In Europa la situazione è diversa e infatti chiedetevi perchè gli uomini non si coprano anch’essi. Quella che era un’usanza dettata da ragioni prettamente pratiche si è trasformata in un dogma religioso e va esaminato come tale. Il confronto è inevitabile, sarà sempre maggiore negli anni a seguire: perchè non diventi scontro e stolida opposizione forse sarà il caso che entrambe le parti comincino a guardare in maniera più critica le proprie culture. Offendersi, da una parte e dall’altra, non porta a niente.

    • QUANTA IGNORANZA………….. il velo è vero che in certi luoghi, parlo del medio oriente è molto sentito e reso d’obbligo.. ma non in tutti i paesi fatti un giro nel mondo e guarda :) poi il velo ha diverse origini i tuareg lo metteranno per quello, ma il velo dei muslim non ha come motivazione il caldo ._. il velo ai tempi che furono veniva indossato dalle donne per differenziarsi dalle donne di facili costumi, era una differenziazione di personalità. le donne conil velo andavano rispettate erano e sono donne che hanno un riguardo per se stesse e non vogliono provocare piacere a qualcuno nel guardarle (sono completamente d’accordo dato che sentirmi dire dietro da camionisti, italiani he sono in auto e passano di fianco “complimenti bellezza” o vedere che rallentano per osservarmi.. questo è MOLTO IRRISPETTOSO NEI CONFRONTI DI UNA DONNA) questa è la vera origine del velo….. e ti assicuro che nella maggiorparte dei casi non è imposto vedi il marocco, l’algeria ecc io desidero metterlo, per un mio desiderio personale il mio uomo è marocchino e non vuole nemmeno ch el metto dato che la vede all’occidentale e dice che non vuole che la gente pensi che sono obbligata… me essendo mia scelta lo vorrei mettere :) quindi un musulmano può sentirsi benissimo attaccato dalle parole di michel dato che danno una visione prettamente negativa sul velo che tale non è

      • Non mi dilungo; volevo solo precisare che il lavaggio del cervello citato poco sopra è fatto all’inverso.

        Mettiamola così: perché io, donna, devo coprirmi perché gli uomini non sono capaci di contenersi?
        Allora dato che le donne guardano gli uomini (perché è così, diciamocelo) anche gli uomini devono girare coperti?
        Ricorda che la perversione è sempre negli occhi di chi la vede.

        Saluti.

  7. Quoto Yami e aggiungo solo una domanda: ‚‚dovremmo cercare di imparare da chi è diverso‘‘ sottintende che chi e’diverso e’necessariamente migliore?

  8. http://images.wikia.com/nonciclopedia/images/5/5a/Donne_coperte_da_velo_islamico.png
    E queste sarebbero donne libere?…mah..a me sembra che il lavaggio del cervello sia stato fatto sia in occidente che in medio oriente..da un lato e dall’altro

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