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Svezia, gli scritti dei figli degli italiani (2)

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Uno dei miei compiti in qualità di madrelinguista, cioè insegnante di italiano per i figli degli immigrati in Svezia, è quello di insegnare loro a sviluppare quelle conoscenze che non possono ricevere dall’uso della lingua in ambiente familiare. Certo già questo è un regalo impagabile che i genitori fanno ai propri figli!

La competenza forse più difficile nell’apprendimento di una lingua riguarda la capacità di scrivere la parola sulla carta. Questa in genere è un competenza che viene sviluppata soprattutto a scuola. Nella nostra particolarità, gli alunni bilingui residenti all’estero, possono avere un ottimo livello di bilinguismo nell’uso della lingua orale, ma una debole conoscenza della lingua scritta per la seconda lingua materna, cioè quella che non usano a livellos colastico quotidianamente. E´come se essi avessero in orale l’età acquisita e nello scritto l’età in cui si inizi ad andare a scuola. Le difficoltà che essi incontrano sono le più svariate, da problemi di spelling, di grammatica, di vocabolario, di scelta dei termini appropriati all’argomento affrontato; problemi semplici che possono essere superati con l’uso del computer, ma altri più complicati, che richiedono uno studio adeguato, sistematico che possa dare sviluppi nel tempo, uno sviluppo parallelo allo sviluppo della lingua scritta scolastica, del paese in cui l’alunno va a scuola.

Durante questo anno scolastico ho investito una gran parte del tempo per sviluppare questa competenza con diverse attività, basate sullo scritto. Alla fine dell’anno devo trarne delle conclusioni e posso dire che i risultati ci sono: Questo dimostra che è sempre possibile migliorare le proprie conoscenze linguistiche, che la seconda lingua materna deve essere curata esattamente come la prima per poter avere il livello della prima. Questa era una delle tante risposte che io insegnante mi madrelingua cercavo, cioè se fosse possibile migliorare le conoscenze dello scritto dei miei alunni, nel poco tempo dedicato per l’apprendimento della madrelingua, una sola ora la settimana.

Oggi, arrivati alla fine dell’anno scolastico desidero pubblicare alcuni di questi scritti in cui gli alunni del corso di madrelingua hanno espresso le proprie opinioni in merito ai problemi da loro più sentiti, i problemi di tutti i giorniOvunque essi siano, questi ragazzi mezzi italiani sono tutti parte della stessa società, quella italiana, una società che con i pensieri può cambiare il mondo. Per me è un piacere ascoltarli, spero lo sia anche per voi!

svezia

Eccone altri due

Greta, classe 8 LD

LA TOSSINA BOTULINICA

Tutti coloro che si fanno dei trattamenti con tossina botulinica desiderano nascondere la loro età cercando di attenuare le rughe d’espressione.

Da alcuni studi recenti, risulta che l’uso della tossina botulinica abbassa l’empatia, cioé i muscoli che vengono iniettati fanno difficoltá a contrarsi ma non vengono paralizzati. Quando si usa la tossina botulinica la faccia diventa rigida, quasi immobile e per questo non si puó imitare le emozioni delle eprsone che abbiamo davanti. Di conseguenza non si puó familiarizzare le emozioni delle altre persone.

Sembra che l’uso della tossina botulinica venga usata soprattutto da persone agiate, poiché é abbastanza costoso, e mi chiedo se chi fa uso della tossina abbia oramai raggiunto un livello di egoismo superiore agli altri e se oltre a spendere i soldi in questo modo, faccia anche la caritá alle persone che ne hanno bisogno.

Io penso che l’uso della tossina botulinica non sia buono. Il pensiero di iniettarmi un veleno nel corpo per motivi di bellezza mi appare tanto inutile quanto stupido, ma probabilmente non tutti la pensano come me.

 

 

Bobo, classe 6 B

CIÓ CHE SI MANGIA  A SCUOLA!

 

Desidero scrivere di ciò che noi bambini mangiamo a scuola. Nella mia scuola e anche in tante altre scuole ciò che viene servito da mangiare è proprio schifoso e indescrivibile. Questo naturalmente è una vergogna visto che se gli alunni non mangiano non crescono bene e non hanno la forza per stare alle lezioni e imparare. Quando il cibo presentato non è buono, la pasta è stracotta, la carne è gommosa, il sugo è acquoso, è vecchio, è cibo che i bambini non mangiano di solito, eccetera, i bambini rischiano di stare senza mangiare fino al tardo pomeriggio, quando vanno a casa da scuola. Io voglio che la scuola spenda più soldi per il cibo, perché é importante. Voglio che chi ha il potere faccia qualche cosa, altrimenti che mangino loro il cibo che danno a noi bambini.

Antonella Tiozzo Lundin

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