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Redazione Padova - 18 maggio 2013

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Redazione Padova - 18 maggio 2013

Svezia, gli scritti dei figli di immigrati italiani (parte prima)

Redazione Padova - 18 maggio 2013
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Uno dei miei compiti in qualità di madrelinguista, cioè insegnante di italiano per i figli degli immigrati in Svezia, è quello di insegnare loro a sviluppare quelle conoscenze che non possono ricevere dall’uso della lingua in ambiente familiare. Certo già questo è un regalo impagabile che i genitori fanno ai propri figli!

La competenza forse più difficile nell’apprendimento di una lingua riguarda la capacità di scrivere la parola sulla carta. Questa in genere è un competenza che viene sviluppata soprattutto a scuola. Nella nostra particolarità, gli alunni bilingui residenti all’estero, possono avere un ottimo livello di bilinguismo nell’uso della lingua orale, ma una debole conoscenza della lingua scritta per la seconda lingua materna, cioè quella che non usano a livellos colastico quotidianamente. E´come se essi avessero in orale l’età acquisita e nello scritto l’età in cui si inizi ad andare a scuola. Le difficoltà che essi incontrano sono le più svariate, da problemi di spelling, di grammatica, di vocabolario, di scelta dei termini appropriati all’argomento affrontato; problemi semplici che possono essere superati con l’uso del computer, ma altri più complicati, che richiedono uno studio adeguato, sistematico che possa dare sviluppi nel tempo, uno sviluppo parallelo allo sviluppo della lingua scritta scolastica, del paese in cui l’alunno va a scuola.

Durante questo anno scolastico ho investito una gran parte del tempo per sviluppare questa competenza con diverse attività, basate sullo scritto. Alla fine dell’anno devo trarne delle conclusioni e posso dire che i risultati ci sono: Questo dimostra che è sempre possibile migliorare le proprie conoscenze linguistiche, che la seconda lingua materna deve essere curata esattamente come la prima per poter avere il livello della prima. Questa era una delle tante risposte che io insegnante mi madrelingua cercavo, cioè se fosse possibile migliorare le conoscenze dello scritto dei miei alunni, nel poco tempo dedicato per l’apprendimento della madrelingua, una sola ora la settimana.

Oggi, arrivati alla fine dell’anno scolastico desidero pubblicare alcuni di questi scritti in cui gli alunni del corso di madrelingua hanno espresso le proprie opinioni in merito ai problemi da loro più sentiti, i problemi di tutti i giorniOvunque essi siano, questi ragazzi mezzi italiani sono tutti parte della stessa società, quella italiana, una società che con i pensieri può cambiare il mondo. Per me è un piacere ascoltarli, spero lo sia anche per voi!

 

Perché gli italianofoni in Svezia non continuano a studiare la loro seconda madrelingua al ginnasio?

di Isabella Gigante, 3 ginnasio, in collaborazione con l’insegnante
Questa é una delle domande che noi studenti d’italiano madrelingua al ginnasio ci poniamo, insieme alla nostra professoressa. Anche quest’anno all’inizio del corso a settembre, eravamo insicuri se il corso avrebbe avuto luogo o meno. Eh si perché questo dipende dal numero degli iscritti. Se sono meno di 5 il corso non parte.

Dalle statistiche dello Språkcetum risulta che solamene il 10% degli alunni di madrelingua iscritti alla scuola elementare prosegua e scelga di studiare la madrelingua al ginnasio. Al corso di italiano quest’anno sono5 aprimo livello e due al secondo, per cui il corso é stato messo insieme. Ci chiediamo tutti il perché!

Da una discussione in classe con la nostra insegnante, sono emerse molte possibili spiegazioni, Naturalmente sono solo delle supposizioni che noi alunni facciamo, cioé non basate su uno studio specifico!

Le risposte che ci siamo dati sono molteplici, come la mancanza di tempo, infatti non basta andare alle lezioni, ma si devono anche fare i compiti per proseguire il corso.

Un’altra ragione potrebbe essere che gli alunni ritengano di sapere l’italiano bene e per questo non vedano la necessitá di migliorarsi. Ma il corso di madrelingua insegna allo studente ad abituarsi alla lingua italiana, non solo a quella di tutti i giorni, ma alla lingua letteraria, a quella dei giornali. Esercitandosi a rispondere in classe l’alunno si sentirá piú a suo agio una volta che in Italia incontrerá dei coetanei che parlano in modo corretto, in base alla loro etá.

La maggior parte dei giovani italo-svedesi che abitano a Stoccolma non hanno intenzione di andare ad abitare in Italia, e credono che non gli servirà sviluppare ulteriormente la conoscenza della lingua. Non pensano che vivendo in Svezia, o da un’altra parte, ovunque nel mondo, hanno la responsabilitá di lasciare vivere questa bella lingua, il poco uso, porta ad un peggioramento delle conoscenze, fino all’abbandono. Noi pensiamo che il bostro livello linguistico sia migliorato grazie al corso di madrelingua; con la pratica abbiamo cominciato a capire meglio la lingua dei libri. Questo ci é servito e poi abbiamo il dovere di diffonderie la nostra cultura di giovani bilingui. Perdere la lingua significa anche perdere la propria cultura italiana, quella di uno dei nostri genitori. Nella odierna societá i ragazzi multilingue sono in crescita grazie alla globalizzazione. La conoscenza di tante lingue e culture, favorisce la comprensione fra i popoli e contribuisce alla pace nel mondo. Purtroppo ancora oggi anche se siamo nel 2013, molti popoli nel mondo sono in guerra tar di loro.

Un’altro fatto che puó sfavorie la scelta dello studio della madrelingua puó essere la distanza per raggiungere il ginnasio in cui il corso viene tenuto, poiché tutti gli alunni di tutti i ginnasi vengono raggruppati in un solo corso. Noi pensiamo che sia importatne che gli studenti siano tutti insieme per potersi confrontare tra di loro e poter fare nuove amicizie.

La mancanza di informazioni puó essere un’altra ragione. Quando il nuovo anno scolastico inizia, spesso i giovani sono molto confusi perché non sanno se il corso comincierá, non sanno dove sará, non ricevono informazioni e non sanno dove cercarle. È compito dei ginnasi informare gli alunni. La scuola deve cercare di dare piú informazioni e di spiegare a tutti coloro che hanno un’altra lingua l’importanza del proseguimento e approfondimento dello studio di lingua, storia, cultura e grammatica.

Noi che abbimao scelto di frequentare il corso pensiamo, e abbiamo esperienza personale, che alcuni insegnanti non siano adeguati all’insegnamento. Se l’alunno non ritiene di imparare abbastanza durante il corso, non lo frequenterá piú, se l’insegnate non ha una pedagogia adeguata al bilingue, col passare degli  anni gli alunni si demotiveranno e smetteranno di frequentare il corso. Lo Språkcentrum, che é il centro responsabile e che assume gli insegnanti, dovrebbe avere un maggior controllo e formare continuamente i propri insegnanti.

Dopo tante a tante discussion in classe e anche insieme ai ragazzi di 8 e 9 classe della scuola media, possiamo trarre delle conclusioni: il corso di italiano é importante, tutte le persone coinvolte nell’organizzazione dovrebbero collaborare maggiormente per invogliare gli alunni. Gli alunni, da parte loro, se avessero tutte le informazioni prima dell’inizio del ginnasio, forse capirebbero meglio la ricchezza che hanno nel possedere un’altra lingua e a loro volta desidererebbeo migliorarla per non sentirsi in imbarazzo con i coetanei in Italia. La conoscenza cosí profonda di  lingua e cultura non la si puó acquisire imparando una lingua straniera e potrebbe essere usata come carte vincente nel mondo del lavoro sia svedese che italiano.

 

Antonella Tiozzo Lundin

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