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Svezia, i soldi della cooperazione per il ministro

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ministriA fine settembre 2013 si é dimessa Gunilla Carlssom, ministro per la Cooperazione e lo sviluppo. Ufficialmente ha dichiarato che in accordo col capo di Stato Reifeldt, desiderava cambiare incarico dopo 7 anni allos tesso ministero. Alcune settimane dopo si é venuto a sapere che lo stipendio che percepiva veniva pagato con i soldi degli aiuti, cioé dal denaro che avrebbe dovuto andare ai poveri. Negli ultimi 4 anni il suo stipendi e quello di un collaboratore, sono stati pagati con i fondi destinati ai poveri. Ora in Svezia, molti gridano allo scandalo dicendo che il denaro raccolto per i poveri e destinato ai paesi in via di sviluppo é stato usurpato.

Il giornalista Nils Resare che ha indagato sulla questione, racconta che la decisione del governo di tagliare i fondi destinati al pagamento degli stipendi del ministro risale al 2009, anche se é stato fatto in modo che nessuno se ne accorgesse! Lui spiega che lo stipendio del ministro è stato pagato normalmente e poi é stato prelevato lo stesso importo dal bilancio degli aiuti, facendolo confluire come entrata nel bilancio di stato. In 4 anni sono stati pagati per il ministro Carlsson e per il segretario di stato, oltre 20 milioni di euro, soldi sottratti dagli aiuti!

Il ministro degli esteri Carl Bildt, che ne aveva la responsabilitá amministrativa, in un’intervista disse che questa sia una normale prassi, mentre l’ecologista Bodil Ceballos, ministro dei verdi, pensa che il governo abbia sbagliato e ritiene che tutti i ministri debbano essere pagati dal governo, con una voce di spesa destinata a loro e che la voce di spesa egli aiuti non possa essere utilizzata per altro.

La conseguenza di tale comportamento alquanto furbacchione del governo di centro-destra é che ai poveri vanno meno soldi, ma che il governo invece ufficialmente dimostra di destinare delle cifre elevate. Il socialdemocretico Kenneth G Forslund é ancora piú critico per questa situazione e ribatte al ministro degli esteri Carl Bildt sottolineando che il fondo previsto epr una determinata voce dovrebbe essere usato unicamnete per tale voce, in questo caso per aiutare i poveri e gli oppressi e in questa categoria i ministri di certo non rientrano.

I fondi di aiuto sono pensati per sostenere le popolazioni dei paesi poveri con cibo, cure mediche, istruzione.  Ma negli ultimi anni, il denaro preventivato dal governo per questa voce di spesa, é stato troppo spesso utilizzato per altro come per esempio per le spese dei rifugiati politici e degli immigrati in Svezia, o per l’affitto delle ambasciate di governo nel mondo (mesi fa abbiamo assistito ad un dibattito in materia). Questo secondo Bo Forsberg dell’organizzazione per gli aiuti Diaconia, il quale non sembra sorpreso del comportamento di questo governo che prevede voci di bilancio per aiuti umanitari ma che poi la utilizza utilizza per altri costi politici che non hanno nulla a che fare con ció per cui era stato previsto. Lui pensa che questo sistema sia solo una parte di un modello che si ripeterá per nascondere spese governative che verrebbero criticate dagli altri partiti in sede di bilancio.

Antonella Tiozzo

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