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Terra di tutti festival a Bologna

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Inizia un ottobre intenso per il cinema alternativo. In attesa di Detour, il primo festival del cinema di viaggio in programma a Padova dal 18 al 21 ottobre, arriva il Terra di Tutti film festival. Con l’anteprima italiana di Captive, il regista filippino apre la kermesse bolognese dedicata al cinema e al documentario sociale dal sud del mondo. Dal 2 al 14 ottobre eventi, convegni e proiezioni nei luoghi della cultura e al cinema Lumière, con sessioni tematiche dedicate a Bosnia, Palestina, migrazioni e nuove povertà, lotte per i diritti e accesso alle risorse, tutela della biodiversità.  In proiezione Mare chiuso di Stefano Liberti e Andrea Segre, presentato al festival di Venezia e Vik Utopia di Anna Maria Selini, a un anno dall’omicidio di Vittorio Arrigoni

Si rinnova con un’edizione ampliata il Terra di Tutti Film Festival, la rassegna di cinema e documentario sociale dal sud del mondo organizzata a Bologna dalle ong Cospe e Gvc: appuntamento dal 2 al 14 ottobre con incontri, anteprime e ospiti internazionali che invaderanno i luoghi della cultura a Bologna per 12 giorni dedicati alle storie trascurate dai media di massa. L’apertura della sesta edizione del festival, al cinema Lumière di Bologna (via Azzo Gardino, 65), è affidata ad un ospite d’eccezione: in collaborazione con la Cineteca di Bologna e il festival Human Rights Nights, il regista filippino Brillante Mendoza, in arrivo da Venezia dove ha presentato Thy Womb, presenzierà all’anteprima italiana di Captive. Presentato all’ultimo festival di Berlino e interpretato da Isabelle Huppert, il film si ispira alla storia vera del rapimento di un gruppo di stranieri da parte di un commando filippino del gruppo musulmano di Abu Sayyaf, avvenuto nel 2001.

 

Mostre fotografiche, incontri, approfondimenti sugli aspetti sconosciuti delle cronache del sud del mondo coinvolgono librerie e spazi culturali cittadini. Martedì 9 ottobre al Tpo (via Casarini 17) sarà una serata “Cinemigrante”, con i video provenienti dal festival spagnolo di Santander. Mercoledì 10 ottobre, all’Università di Bologna, appuntamento con il giornalista esperto di migrazioni Gabriele Del Grande, che presenzierà all’anteprima di uno dei corti che compongono La vita che non Cie, il documentario in cui Alexandra D’Onofrio ribalta l’estetica della frontiera offrendo il punto di vista di tre personaggi che subiscono gli effetti della migrazione.

Dall’11 ottobre la rassegna entra nel vivo al cinema Lumière con quattro giorni di proiezioni gratuite: in programma film e documentari provenienti da tutto il mondo, con sessioni di proiezione dedicate a Bosnia, Palestina, migrazioni e nuove povertà, lotte per i diritti e accesso alle risorse, tutela della biodiversità. Si inizia con la sessione “Fortezza Europa”: arriva dal festival di Venezia Mare Chiuso, il documentario in cui Andrea Segre e Stefano Liberti hanno raccolto i tragici racconti degli africani giunti sui barconi fin nel canale di Sicilia e qui respinti dall’Italia verso la Libia. A seguire, l’anteprima assoluta della versione integrale di La vita che non Cie.

 

A un anno dalla morte di Vittorio Arrigoni, attivista umanitario ucciso nella striscia di Gaza, arriva a Bologna Vik Utopia, il documentario in cui Anna Maria Selini ha seguito il processo per omicidio a carico di un gruppo di estremisti islamici: la pellicola sarà proiettata il 12 ottobre presso il dipartimento di Discipline della Comunicazione (via Azzo Gardino 23 – aula A) e al cinema Lumière, nell’ambito di una sessione dedicata alla Palestina.

 

Tra gli appuntamenti di approfondimento, il convegno dedicato alla tutela delle foreste (11 e 12 ottobre) e le proiezioni dei film fuori concorso in arrivo dai festival gemellati di Maputo in Mozambico, dalla rassegna bolognese Glbt Gender Bender, da “Tutti nello stesso piatto” di Trento, il “Festival delle Terre” di Roma, il “ConCorto” di Piacenza. Il programma sarà a breve disponibile su www.terradituttifilmfestival.org.

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