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Zygmunt Bauman, 84 anni, uno dei più grandi sociologi viventi. Ebreo polacco, ha l’età e il prestigio per dire quello che pensa. Anche quello che pensa su Israele e il muro che lo separa dai Territori Occupati della Palestina: “Israele sta traendo vantaggio dall’Olocausto per legittimare azioni inconcepibili. I politici israeliani sono terrorizzati dalla pace. Tremano, col terrore della possibilità d’una pace. Perché senza guerra e senza una mobilitazione generale, non sanno come vivere. Israele non vede come un male i missili che cadono sulle cittadine lungo i confini. Al contrario: i politici sarebbero preoccupati, perfino allarmati, se non piovesse questo fuoco”. Bauman ha poi paragonato il muro che dal 2004 separa Israele dai Territori Occupati della Palestina (e che in buona parte entra anche dentro la Palestina) al muro costruito dai nazisti che chiuse il Ghetto di Varsavia, uno degli atti simbolo dell’Olocausto.

Il muro a Betlemme. Copyright Luca Barbieri

Stavo cercando la traduzione integrale in inglese dell’intervista rilasciata a Politika, settimanale polacco. Purtroppo non l’ho trovata. Ma tornando sul sito di Haaretz, giornale israeliano da sempre critico verso l’occupazione, ho trovato qualcosa di ancor più interessante. Una marea di commenti, oltre cento all’articolo che riassume l’intervista. E’ la versione inglese del sito, molti commenti probabilmente vengono anche dall’estero, ma c’è di tutto: qualcuno, tanti, che concordano e molti altri che dando torto al sociologo reclamano la par condicio dei paragoni (allora i kamikaze suicidi cosa sono?), l’accusano di puntare al nobel, bere troppa vodka ed essere un noto comunista.

Il dibattito è aperto

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